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VENEZIA 2015 Fuori Concorso

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Human: il cielo visto dalla terra

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- VENEZIA 2015: Forse ancora non lo sapete, ma c’è un prima e c’è un dopo questo film immenso, dono del fotografo Yann Arthus-Bertrand. Si continua a volare ancora a lungo dopo la visione

Human: il cielo visto dalla terra

Il 12 settembre (contemporaneamente alle Nazioni Unite e a 500 cinema francesi, che hanno avuto gratuitamente le copie), la 72ma Mostra di Venezia ha accolto il documentario dei documentari, un’opera di una bellezza e di un’intensità indescrivibili, un atto d’amore puro intitolato Human [+leggi anche:
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, che fa vivere un’esperienza indimenticabile, potentemente fisica. Oltre a impossessarsi irrimediabilmente delle vostre ghiandole lacrimali, questo film vi pianta un colpo in mezzo al petto, che si fa sentire per molto tempo ancora, pesante come il cemento, leggero come una piuma.

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Come dire… prendete la parola “umano”. Provate a immaginare tutto quello che vi evoca di infinitesimale e di immenso: la vulnerabilità, la generosità, la crudeltà, la paura, la morte, l’innocenza, il dolore, la famiglia, l’amore, la speranza… C’è tutto questo in Human di Yann Arthus-Bertrand, nella delicata e strepitosa complessità di questo film, che in sole tre ore fa scorrere visi e racconti raccolti in oltre due anni, in una sessantina di paesi e in ancora più lingue. Persone di tutte le età, di tutti i colori, di tutte le condizioni sociali aprono il loro cuore con la stessa disarmante sincerità, la stessa verità. Ognuno di loro, rispondendo alle stesse domande, ci conduce in un percorso differente, ma che ci porta alla stessa destinazione, un luogo che non si può spiegare a parole ma che ognuno di noi sa essere il cuore stesso dell’idea di ciò che significa essere umano.

Rifiutando quindi di ridurre il concetto di umanità a una parola sola, Human fa la migliore delle sintesi. Ci mostra quello che abbiamo sempre avuto davanti agli occhi. Nell’esaltazione dell’unicità di ogni individuo, ci ricorda che proprio in questo siamo tutti uguali. Questo film, da cui “usciamo migliori” (o, almeno, questa è l’esperienza e la volontà dell’autore), è la parola perfetta, perché è la parola che lascia agli altri.

L’impatto viscerale che ogni essere umano di normale costituzione subisce da questo film è decuplicato dalla commovente maestosità delle immagini di un’impossibile bellezza, che il famoso fotografo, noto per le sue foto della terra vista dal cielo, intercala alle decine e decine di racconti intimi e unici che ascoltiamo ammirati. Le musiche grandiose e potenti che completano l’opera riescono a strapparci, a momenti, dalle bassezze di questo mondo e a trasportarci sulle nuvole, là dove tutto è perdonato, eternamente riconciliato.

Se è vero che il cinema, l’arte in generale, può cambiare il mondo, Human è quel tipo di opera dopo la quale non si può tacere il messaggio sconvolgente che veicola. In questa logica, il film non poteva che essere presentato come produzione non-commerciale (grazie all’appoggio delle Fondazioni Bettencourt Schueller e Goodplanet), per cui Yann Arthus-Bertrand invita chiunque lo desideri a chiederne una copia (consultare il sito). 

(Tradotto dal francese)

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