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La adopción: incubo nella neve

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- Daniela Fejerman racconta con polso narrativo un dramma che ha vissuto in prima persona: il faticoso processo di adozione di un bambino in un paese dominato dalla corruzione

La adopción: incubo nella neve
Nora Navas e Francesc Garrido in La adopción

In fase di riprese, La adopción [+leggi anche:
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intervista: Daniela Fejerman
scheda film
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aveva il titolo provvisorio di La espera (lett. l’attesa - leggi la news), poiché i suoi protagonisti devono armarsi di pazienza e fare questo: aspettare di essere ricevuti dai burocrati di una paese straniero, che venga loro assegnato un bambino sano (o meno), e soprattutto, che finisca un inferno in cui sono entrati pieni di speranza ma non sanno né come né quando ne usciranno. L’angoscia di questa coppia incarnata con una convinzione degna di un premio dagli attori catalani Nora Navas (Goya della miglior interpretazione femminile nel 2011 per Pa negre [+leggi anche:
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scheda film
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) e Francesc Garrido (per un personaggio pieno di sfumature, sguardi espressivi e cambi di umore) oltrepassa lo schermo e si installa nell’animo dello spettatore, che è testimone del lungo processo, doloroso, freddo ed estenuante che vivono gli interpreti sullo schermo, così come anni fa fece la regista stessa, Daniela Fejerman, quando adottò un bambino in Ucraina.

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Girato in Lituania e presentato ora alla 60ª Seminci, La adopción, nonostante il livello drammatico della trama, non cade mai nella lacrima facile o nel sentimentalismo ricattatorio. Al contrario, la sua regista – che ha scritto la solida sceneggiatura con Alejo Flah – riesce a raccontare qualcosa di così personale in modo dignitoso, con la giusta distanza ed elementi narrativi precisi affinché il conflitto narrato non si trasformi in un film tv di prima serata. Per far ciò, non solo può contare su un cast – sia spagnolo che lituano – eccezionale, ma anche su una fotografia pallida, opera di Juan Carlos Gómez, in linea con lo stato d'animo di queste vittime di uno tsunami emotivo che le travolge e può lasciare cicatrici indelebili.

I personaggi di Daniel e Natalia formano una di quelle coppie che hanno investito non solo i loro risparmi, ma anche tantissime speranze nel progetto di diventare genitori di un bambino in adozione. Così, sostenendosi a vicenda, si imbarcano in un viaggio in un paese dell’Est dove hanno promesso loro di trovare un bambino sano. Ma una volta arrivati lì si confronteranno con furti, corruzione e un’incomunicabilità che farà sfuggir loro la situazione dalle mani, tirare fuori il peggio di sé e vacillare quello che credevano fosse un rapporto forte e infallibile.

Mentre per le strade di una città innevata i suoi abitanti festeggiano il Natale, Daniel e Natalia passeranno attraverso vari stati emozionali, dalla rabbia al distacco, la diffidenza, l’aggressività e la disperazione: il contrasto tra la loro compromessa intimità e il mondo esterno sottolinea la via crucis della coppia, impotente dinanzi a una situazione più grande di sé. Fejerman ci scuote con tutto ciò e nel frattempo ci fa chiedere: quanto resisteremmo se ci trovassimo in una situazione simile?

La adopción è una produzione tra le compagnie spagnole Mistery Producciones AIE, Tornasol Films e Messidor Films, e le lituane Lietuvos Kino Studija UAB e Ahil UAB. Montato dalla veterana Teresa Font, delle sue vendite nel mondo si occupa Latido Films.

(Tradotto dallo spagnolo)

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