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Anec: per le uscite estive servono incentivi e promozione

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- Alle Giornate Professionali di Sorrento un incontro tra gli operatori sulle criticità del mercato

Anec: per le uscite estive servono incentivi e promozione
Luigi Cuciniello durante la scorsa edizione delle Giornate Professionali di Sorrento

Le uscite di film nel periodo estivo è stato l’argomento al centro del convegno “Sale, cinema italiano, mercato” che si è svolto ieri a Sorrento nell’ambito delle Giornate Professionali. Ad introdurre l’acceso dibattito è stato Luigi Cuciniello, presidente Anec - Associazione nazionale esercenti cinema, che ha sottolineato quanto gravino sulle sale le imposte locali. L’Anec in sintesi propone l’uscita dei film americani in contemporanea con gli altri paesi europei, forti incentivi per l'uscita dei film italiani, massiccia campagna promozionale, coordinamento associativo e sostegno da parte del Mibact come in occasione dell'iniziativa Cinemadays che, in quattro giorni ad ottobre, ha portato nelle sale quasi 2 milioni di spettatori.

Giuseppe Corrado, presidente e AD del circuito The Space Cinema (ceduto l’anno scorso alla britannica Vue Entertainment) ha chiesto un confronto tra produttori, distributori ed esercenti per capire se l'estate sia realmente considerata da tutti un'opportunità. “A giugno perdiamo 3 milioni, a luglio 2,8 milioni e ad agosto 1,5 milioni di euro. Se le cose non cambieranno”,  ha detto, “valuteremo la possibilità di chiudere i nostri cinema a giugno e luglio”.

Una “minaccia” con la quale ha polemizzato Francesca Cima, presidente dei produttori Anica, per la quale è necessario modificare profondamente il modo in cui è strutturata la filiera: “Seppure l'intervento legislativo sia molto importante, l'industria stessa può trovare da sola regole che migliorino il sistema”.  Molto deciso l’intervento di Riccardo Tozzi, presidente Anica, che ha parlato di “processo di deindustrializzazione” del cinema.  Secondo Tozzi mancano sale cittadine tecnologicamente adeguate e il primo a soffrirne è proprio il cinema italiano che punta su queste strutture. La soluzione è “un prelievo su tutta la filiera che generi risorse stabili da reinvestire in tutto il settore”.

“Non si risolve nulla triplicando le risorse ministeriali”, ha detto Nicola Borrelli, direttore generale Cinema del MiBACT, che ha chiuso il convegno. Per Borrelli la legge di sistema alla quale si sta lavorando è necessaria, ma non risolverà i problemi se non cambiano gli assetti di mercato.  “I margini di molti operatori rimangono ininfluenti rispetto ai risultati del mercato. Al settore nella sua interezza forse non interessa risolvere il problema dell’estate, per cogliere il pubblico potenziale”.  Per questo “è fondamentale un confronto aperto tra gli operatori”, con l’invito a pensare al pubblico, farlo tornare in sala, a vedere i film.

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