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Je ne suis pas un salaud: dissezione sociale agghiacciante

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- Arriva nelle sale francesi il nuovo film senza mezzi termini di Emmanuel Finkiel, interpretato da un eccezionale Nicolas Duvauchelle

Je ne suis pas un salaud: dissezione sociale agghiacciante
Nicolas Duvauchelle in Je ne suis pas un salaud

Seguendo la sua traiettoria originale definita da Voyages (Premio Louis Delluc 1999 e César 2000 alla migliore opera prima), Nulle part terre promise [+leggi anche:
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(in competizione a Locarno nel 2008 e premio Jean Vigo) e il documentario Je suis (2012), Emmanuel Finkiel lancia oggi nelle sale il suo quarto lungometraggio: Je ne suis pas un salaud [+leggi anche:
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. Premio alla regia e al miglior attore al festival di Angoulême, il film ha letteralmente sconvolto la critica francese e sarà in programma al Rendez-Vous With French Cinema à New York (dal 3 al 16 marzo).

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Insistendo fino alla nausea sulla tematica de “il rapporto con se stessi, l’immagine di sé e quella degli altri su di sé”, Emmanuel Finkiel fa un ritratto senza mezzi termini dell’umanità, partendo da un racconto nato da una disavventura accaduta a uno dei suoi cari. “Uno dei miei amici, Ahmed, è sparito dalla circolazione per sei mesi. Quando è riapparso, mi ha raccontato cosa gli era successo: un tizio era stato aggredito nella piccola città in cui viveva e aveva sentito pronunciare il nome Ahmed durante il pestaggio. La polizia aveva arrestato tutti gli Ahmed della città e il ragazzo insisteva nell’accusare il mio amico, nonostante le indagini lo scagionassero mano a mano che si procedeva. Questo tizio mi ha incuriosito subito. Chi era? Perché questo accanimento? Partendo dall’enigma che questo 'poveraccio' rappresentava per me, si è manifestato il desiderio di fare questo film, un povero tizio che ho chiamato Eddie e che non solo è diventato il protagonista, ma anche colui attraverso il quale viene vissuta la storia”.

Interpretato da uno straordinario Nicolas Duvauchelle, "Eddie è un personaggio complesso e pieno di contraddizioni, pieno di difetti. Non viene fatto nulla per mascherarli o modificarli: dà allo spettatore uno specchio meno amabile delle sue debolezze, la sua codardia e le sue discutibili aspirazioni non sono lontane dalle nostre, quelle che cerchiamo di non mostrare”, spiega il regista.

Lavorando sul fronte delicato dell’empatia con un simile personaggio, Je ne suis pas un salaud si rivela avvincente riflesso di cinema-verità sulla pressione sociale. Nel cast anche Mélanie Thierry e Driss Ramdi, il film prodotto da Thelma Films sarà distribuito questo mercoledì in 43 sale da Bac Films, che si occupa anche delle vendite internazionali.

(Tradotto dal francese)

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