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FILM Francia/Spagna

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Don’t Grow Up: ma come si può uccidere un adulto?

di 

- Il terzo film di Thierry Poiraud è un survival angosciante con protagonista un gruppo di giovani bloccati su un’isola dove succedono cose strane

Don’t Grow Up: ma come si può uccidere un adulto?

Nel 1976 il cinema spagnolo rabbrividì all’uscita di uno dei film horror più brutali mai girati, Ma come si può uccidere un bambino?, diretto dall’uruguaiano trapiantato in Spagna Chicho Ibañez Serrador, che in precedenza aveva resuscitato il gotico soft con il sublime Gli orrori del liceo femminile. In quel film, i bambini di un’isola mediterranea punivano gli adulti colpevoli di maltrattare, in diverse parti del mondo (come veniva mostrato dai notiziari che aprivano il film), creature innocenti attraverso i danni collaterali di guerre, invasioni e altre atrocità politico-sociali.

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Quaranta anni dopo, un regista francese ha girato su un’altra isola spagnola, stavolta atlantica (Tenerife), Don't Grow Up [+leggi anche:
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, un film che in fondo lancia lo stesso messaggio: diventare adulti significa lasciarsi alle spalle la purezza e l’innocenza per convertirsi in autentici mostri. Nel film che Alfa Pictures lancia oggi nelle sale spagnole, Thierry Poiraud comincia col presentare i suoi sei protagonisti, quattro ragazzi e due ragazze, che davanti a una videocamera sciorinano le loro aspettative di vita, sogni e illusioni per quel futuro da maggiorenni che li attende dietro l’angolo. I sei adolescenti, ciascuno con problemi di adattamento sociale e provenienti da famiglie problematiche (governate da genitori violenti), sono rinchiusi in un centro educativo, dove un giorno si svegliano e scoprono che il custode è scomparso.

La curiosità, la ribellione e la libertà li spingono quindi a esplorare il centro, i suoi uffici e documenti; scoprono così le proprie schede personali (con report poco lusinghieri) e decidono di evadere da lì in cerca di persone e cibo. Ma ad aspettarli fuori è un mondo da incubo, un paesaggio apocalittico dove regna il caos e la distruzione, la violenza e l’orrore. Lo dice già il titolo in spagnolo del film, No crezcas o morirás (lett. Non crescere o morirai), quindi non faremo spoiler se diciamo che al compiere dei 18 anni, tutti in questo inferno avranno i giorni contati. Ma come arriveranno alla loro fine? Questo sì che spetta allo spettatore scoprirlo.

Thierry Poiraud riprende gli ambienti cupi e la creature feroci del suo precedente Goal of the Dead [+leggi anche:
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(co-diretto con Benjamin Rocher), ma senza un pizzico di umorismo. Qui l'atmosfera rarefatta, la fotografia scura e l'angoscia causata dal passaggio inesorabile del tempo, più l'uso sorprendente del paesaggio generalmente soleggiato di Tenerife (chi ha esplorato l'isola delle Canarie, sa che è come un piccolo continente, con deserti, foreste e nebbie che avvolgono le scogliere maestose) danno al film un preciso tono apocalittico, potenziato da un trattamento del suono che acuisce la suspense. Anche se può sembrare l’ennesimo film di zombie, questa coproduzione franco-spagnola (leggi la news) si distacca dalla moda del momento per il suo legame sottile con il film di Ibáñez Serrador, anche se non arriva al suo magistrale e audace livello di brivido.

(Tradotto dallo spagnolo)

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