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VISIONS DU RÉEL 2016

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Like Dew In The Sun, sulle tracce di un passato fantasma

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- Il regista statunitense residente in Svizzera Peter Entell ritorna a Visions du réel di Nyon per presentare il suo personalissimo nuovo film

Like Dew In The Sun, sulle tracce di un passato fantasma

Il regista statunitense residente in Svizzera Peter Entell, conosciuto soprattutto per A Home Far Away e Shake The Devil Off presentati in numerosi festival internazionali, concorre quest’anno a Visions du Réel di Nyon (competizione internazionale) con Like Dew In The Sun [+leggi anche:
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]
, film che parte sulle tracce dei suoi antenati scappati dalla Crimea per rifugiarsi negli Stati Uniti.

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Come molti altri loro compatrioti i nonni ebrei del regista sono stati costretti, ormai quasi cent’anni fa, ad emigrare per scappare dalle persecuzioni di cui erano vittime. Bisognoso di ricostruire un passato familiare che non ha mai avuto consistenza, confinato nella fantomatica sfera dei ricordi, Peter Entell ritorna in Ucraina con la speranza di ritrovare le tracce dei suoi antenati e dare un volto al suo luogo d’origine, lì dove sarebbe potuto o dovuto restare se la Storia non avesse deciso differentemente.

Durante le riprese, e senza averlo davvero previsto, il regista si ritrova in piena guerra civile, circondato da quello stesso orrore che ha spinto la sua famiglia a scappare lontano. Cent’anni separano queste due realtà che invece si assomigliano in modo inquietante, come se il veleno dell’odio, un odio arcaico e potente, continuasse a vivere nel cuore della terra. Incapace di ignorare la terribile realtà che lo attornia, Peter Entell si trasforma in testimone di un orrore senza fine che si mischia alla ricerca delle sue origini in modo spaventosamente omogeneo. Di generazione in generazione l’orribile morbo che contamina l’Ucraina si espande e ingigantisce senza però riuscire a travolgere tutto sul suo passaggio: un sorriso, le abitudini quotidiane che continuano a vivere nei campi militari, malgrado tutto, ci fanno sperare in un’umanità che sogniamo non ancora completamente estinta.

La storia del regista si trasforma (forse) involontariamente nella storia di tutto un popolo perso nella sua stessa follia. Il passato, inconsistente ma non per questo meno potente, è evocato solo attraverso le testimonianze dei pochi che sono rimasti ed alcune foto di famiglia ingiallite. “The past is never dead, it’s not even past” (William Faulkner) si legge all’inizio del film; una frase profetica e saggia che risuona stranamente familiare fra i suoni delle mitragliatrici e i singhiozzi soffocati di chi (ancora) non è morto. Peter Entell cattura l’Ucraina e le sue infinite contraddizioni, imprigionato fra un passato sognato che desidera ritrovare e l’incomprensione di un orrore che sembra non avere fine. In equilibrio fra queste due realtà il regista vacilla ma riesce a non perdersi regalandoci il ritratto personale e allo stesso tempo sincero di una tragedia dalle origini terribilmente profonde.

Show and Tell Films si occupa delle vendite internazionali del film.

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