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CANNES 2016 Un Certain Regard

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Pericle il nero, un cattivo che sa riscattarsi

di 

- CANNES 2016: Fortemente voluto dal protagonista Riccardo Scamarcio, che lo ha anche prodotto con i Dardenne, il film diretto da Stefano Mordini è un noir diretto con sensibilità ed eleganza d’autore

Pericle il nero, un cattivo che sa riscattarsi
Riccardo Scamarcio in Pericle il nero

“Meglio che in testa non tengo nessun pensiero”, commenta Pericle Scalzone, detto Il nero, mentre racconta fuori campo la sua storia. Se fai il suo mestiere, è meglio non pensare troppo: Pericle è il “soldato” di un boss della camorra, riscuote i crediti, picchia e sodomizza i pizzaioli che non vogliono cedere il proprio locale a don Luigino, criminale trapiantato in Belgio con la famiglia.

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di Stefano Mordini, selezionato in Un Certain Regard al Festival di Cannes 2016, è la trasposizione del libro omonimo di Giuseppe Ferrandino pubblicato nel 1993 e ignorato dal pubblico finché non lo scopre la francese Gallimard che lo pubblica nella collana Série noir e lo rende un caso editoriale. In Italia lo ripubblica Adelphi nel 1998 ed è un successo anche in patria. E’ un libro talmente serrato e tagliente, scritto già come se dovesse diventare un film noir, che lo stesso Abel Ferrara si era interessato al progetto cinematografico. Un progetto fortemente voluto  dal protagonista Riccardo Scamarcio che lo ha  anche prodotto con la sua Buena Onda (con Valeria Golino e Viola Prestieri), assieme ai fratelli DardenneAlain Attal e con RAI Cinema, affidandone la direzione al regista-sceneggiatore di Acciaio [+leggi anche:
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e Provincia meccanica. Il “tradimento” maggiore del film verso il libro consiste nello spostamento geografico da Napoli al Belgio, un po’ per evidenti ragioni produttive e soprattutto perché non sarebbe stato così semplice lasciarlo a Napoli e dargli quel carattere universale che il film ha acquisito. Tanto che l’altro tradimento è proprio quello della lingua: il beffardo dialetto dei dialoghi serrati sulla carta diventa un napoletano-italiano comprensibile a tutti.

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Però il regista e le sceneggiatrici Francesca Marciano (Miele [+leggi anche:
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) e Valia Santella (Fai bei sogni [+leggi anche:
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) hanno saputo rispettare il flusso di pensieri del protagonista in più regalandogli una storia, un passato. Pericle è un orfano in cerca di famiglia e sradicarlo dalla sua Napoli ha dato maggiore evidenza a questo connotato di “senza patria”. Il volto livido, inespressivo di Pericle si confonde con il grigiore della cittadina belga. E’ un uomo rimasto quasi bambino la cui violenza scatta a comando, considerato quasi un idiota ma che in realtà nasconde una grande emotività. Il giorno in cui fa il suo passo falso, colpendo per errore la sorella di un boss camorrista alleato, fugge a Calais (un luogo sempre più frequentato dal cinema europeo per via dell’immigrazione) e comincerà a fare i conti con la sua storia e la sua solitudine. Incontra Anastasia, single madre di due figli, interpretata con convinzione da Marina Foïs (Polisse [+leggi anche:
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). E questo lo spinge a mettersi in testa dei pensieri, a riflettere su un futuro che non sia fatto di droghe chimiche, violenza e film porno.

Un film di genere diretto con una sensibilità ed eleganza d’autore, in un gioco di squadra nel quale il direttore della fotografia Matteo Cocco (Per amor vostro [+leggi anche:
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) ha un ruolo considerevole. E un protagonista (nel libro è grasso e pelato) sul quale Riccardo Scamarcio ha lavorato a lungo, con risultati che non deludono lo spettatore.  Bella la colonna sonora, impreziosita da gemme come Two Days Later di Fink e Gimme All Your Love degli Alabama Shakes. 

Il film esce in Italia il 12 maggio con BIM, le vendite estere sono affidate a Rai Com.

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