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Il traduttore: manipolare la realtà è un gioco di parole

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- Claudia Gerini è protagonista col giovane Kamil Kula del nuovo dramma noir di Massimo Natale, una coproduzione italo-polacca in uscita oggi con Europictures

Il traduttore: manipolare la realtà è un gioco di parole
Claudia Gerini e Kamil Kula in una scena di Il traduttore

“Non si mischiano i tovaglioli con gli strofinacci” è una frase pronunciata più volte nel nuovo film di Massimo Natale, Il traduttore [+leggi anche:
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. Qui, “tovagliolo” e “strofinaccio” sono Anna (Claudia Gerini), raffinata gallerista rimasta da poco vedova, e Andrei (il polacco Kamil Kula), 22enne immigrato dalla Romania, in cerca di fortuna. Due mondi che probabilmente non si incrocerebbero mai se non fosse che Andrei, oltre a fare il pizzaiolo la sera, è un traduttore plurilingue, e Anna lo ingaggia per tradurre il misterioso diario di suo marito defunto, scritto in tedesco. Ma quanto sono fedeli le traduzioni di questo giovane arrivista, disposto anche a manipolare la realtà per raggiungere i propri scopi?

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E’ sull’ambiguità, l’opportunismo, l’ambizione che ruota questo dramma noir, non di certo sull’amore: Anna e Andrei, pur cedendo presto ai richiami della carne, non si amano neanche un momento. Lei trova in lui un conforto effimero in un momento irrisolto della sua vita; lui vede in lei la possibilità di un’ascesa sociale. Ascesa, promozione, riconoscimento: le stesse cose cui aspira l’ostinata ispettrice di polizia interpretata da Anna Safroncik, che si serve delle traduzioni di Andrei, chiamato ad ascoltare ore e ore di intercettazioni, per incastrare un trafficante di droga rumeno e fare la sua bella figura, costi quel che costi. 

“E’ una girandola di caratteri e personalità diverse, al cui centro c’è Andrei, un 22enne che si trova catapultato in un paese straniero”, spiega il regista, al suo secondo film dopo L’estate di Martino [+leggi anche:
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. “Questo ragazzo aspira sicuramente a qualcosa di più che fare il pizzaiolo. Vive in un mondo che gli sta stretto, lo vediamo sorridere solo quando va nella galleria di Anna, tutto vestito bene, perché è quello il mondo al quale aspira”. Il tema dell’integrazione è ben presente nel film, in particolare nei confronti tra Andrei e il suo coinquilino ucraino (Piotr Rogucki), che lo invita a restare con i piedi per terra, perché tanto, “loro ci guarderanno sempre con disprezzo”.

Intreccio di umanità sfaccettate e di nazionalità varie (Andrei ha anche una fidanzata in Moldavia in attesa del permesso per raggiungerlo in Italia), Il traduttore, che si avvale della fotografia di Daniele Ciprì, è stato girato interamente a Trento (in collaborazione con Trentino Film Commission) ed è una coproduzione italo-polacca. Nel cast, anche Silvia Delfino e Marcello Mazzarella. Il film esce oggi, 26 maggio, nelle sale italiane con Europictures.

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