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L’Outsider, ma neanche tanto

di 

- Christophe Barratier racconta l’ascesa e la caduta folgoranti di Jérôme Kerviel, l’outsider al centro del più grande scandalo della finanza mondiale

L’Outsider, ma neanche tanto
Arthur Dupont in L’Outsider

Jérôme è un giovane provinciale che sogna la Ville Lumière e il mondo della finanza che gli apre timidamente le braccia. Assunto da poco alla Société Générale, fa suo lo spirito di gruppo evocato dal grande capo, sorta di guru carismatico e manipolatore. Jérôme è sedotto dal grande leader, e impressionato dalle torri che grattano il cielo della Défense e dai vanagloriosi quanto euforici trader della "stanza". E’ lì il suo graal, nella trading room. Rapidamente si fa strada, fino a superare i migliori e a raggiungere livelli stratosferici di profitto.

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Jérôme Kerviel è un outsider, perché i suoi motivi sembrano sostanzialmente lontani da quelli dei suoi colleghi. Malgrado i guadagni colossali, sembra non avere alcun appetito per l’arricchimento personale, accettando bonus derisori rispetto alle cifre che porta alla banca. Ma Kerviel è nel cuore del sistema, ne sfrutta i minimi ingranaggi, quelli che gli sono stati insegnati e mostrati dai quadri della banca, a partire dal suo mentore. Di fatto, prima di chiamarsi L’Outsider [+leggi anche:
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, il film di Christophe Barratier, proiettato al Brussels Film Festival, si intitolava L’Esprit d’Equipe. Kerviel è immerso nel cuore di un ingranaggio chiuso al mondo esterno, uno spazio pieno di uomini (letteralmente, le donne sono quasi assenti) eppure disumanizzato, niente ha più importanza oltre alle cifre che scorrono a tutta velocità e in tutti i sensi sui numerosi schermi neri. Barratier descrive la scena dei trader come un campo sportivo (si gioca anche a pallone), dove ogni giornata è un nuovo match, commentato in diretta, dove ogni collega è potenzialmente un supporter o un avversario, dove il culto della performance è al centro delle relazioni tra gli uomini. Se molti di loro sono disposti a tanto per avere successo, andare avanti e spazzare via gli altri, alcuni si rivelano pronti a tutto, al contempo elettrizzati e intorpiditi da una dipendenza mortificante alla speculazione. Kerviel non ha più limiti. Sotto gli occhi semi-chiusi dei suoi superiori e colleghi, li supera tutti.

Sebbene non si esca da questo film più edotti su come un uomo possa far guadagnare in un anno 1,5 miliardi a una banca, e poi fargliene perdere 4,9 in un mese, la parabola di Kerviel diventa chiara. Consegnando un racconto classico su un’ascesa e una caduta folgoranti, accarezzando i codici estetici del thriller e del dramma psicologico (sottolineati dalla colonna sonora classica ma efficace composta da Philippe Rombi), Christophe Barratier si guarda bene dal riempire lo spettatore di spiegazioni tecniche verosimilmente incomprensibili, per seguire e illustrare da vicino la deriva psicologica del giovane trader.

Scritto da Christophe Barratier e Laurent Turner, L’Outsider è ispirato a L’Engrenage, il libro pubblicato da Kerviel nel 2010. E’ Arthur Dupont a prestare il suo ardore ingenuo a Kerviel, affiancato da François-Xavier Demaison, tutto cinismo virile, e circondato da una squadra di giovani lupi più vera del vero. Il film è prodotto da Gallatée Films, in coproduzione con France 2 Cinéma, Logline Studios, Mizar Films, Gecko Films e Outsider Films. E’ venduto nel mondo e distribuito in Francia da Le Pacte, dove esce il 22 giugno, così come in Belgio, dove è distribuito da Athena Films.

(Tradotto dal francese)

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