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KARLOVY VARY 2016 Apertura

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Anthropoid: il pericolo della rabbia

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- KARLOVY VARY 2016: Il regista britannico Sean Ellis ricostruisce sul grande schermo l’assassinio a Praga dell’ufficiale nazista Reinhard Heydrich, in una singolare produzione maggioritaria ceca in lingua inglese

Anthropoid: il pericolo della rabbia
Jamie Dornan e Cillian Murphy in Anthropoid

L’ufficiale nazista di più alto rango assassinato durante il Terzo Reich fu Reinhard Heydrich, governatore di Boemia e Moravia e uno degli artefici della Soluzione finale. Il cinema non ha potuto ignorarlo, e il fatto è stato già portato sul grande schermo più di una volta, ad esempio in Anche i boia muoiono (diretto da Fritz Lang e co-firmato da Bertolt Brecht ad appena un anno dall’attacco, nel 1943). Settantatré anni più tardi, è il britannico Sean Ellis (autore di Cashback [+leggi anche:
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e Metro Manila [+leggi anche:
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) a proporre nuovamente questo racconto in chiave contemporanea. Il risultato è Anthropoid [+leggi anche:
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, film di apertura del 51. Festival di Karlovy Vary, un’opera che comincia come un thriller convenzionale per sfociare poi nell’azione più brutale, dal momento in cui non c’è più una storia da ricostruire.  

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In effetti, Anthropoid (dal nome dell’operazione segreta che racconta) potrebbe essere considerato come un esercizio di ricostruzione narrativa di un fatto preciso (l’attentato), ma immediatamente dopo l’opera cambia natura. Il film, la cui sceneggiatura è scritta dallo stesso Ellis con Anthony Frewin (assistente personale di Stanley Kubrick), segue i due protagonisti dell’operazione, Josef Gabcik (interpretato da Cillian Murphy) e Jan Kubis (Jamie Dornan, reduce dal fenomeno 50 sfumature di grigio), che arrivano in paracadute nei boschi gelati dell’attuale Repubblica Ceca, inviati dal governo cecoslovacco esiliato a Londra. Dopo aver preso contatto con la Resistenza che, da Praga, farà di tutto affinché la missione riesca (tra questi, spiccano i personaggi interpretati da Toby Jones, Alena Mihulová e Marcin Dorocinski), i due cominciano una storia con due ragazze (Anna Geislerová e Charlotte Le Bon), prima per convenienza e poi per sentimento. I dubbi sempre più grandi di Jan di fronte all’implacabile sicurezza di Josef (una cosa ritratta con forza nella scena dell'attacco d’ansia del primo) danno un po’ di vita allo sviluppo altrimenti del tutto meccanico del piano dell’assassinio.

Il punto di svolta di Anthropoid è, quindi, il momento in cui avviene l'attacco. Da quel momento in poi, il film si trasforma totalmente. Da quando entriamo nella chiesa dove gli assassini si trincerano per nascondersi dalla rappresaglia nazista, il film si libera della sua veste di thriller convenzionale e adotta quella di un film d'azione furioso, tanto teso (in parte grazie alla potente colonna sonora di Robin Foster) quanto superficiale, e quasi atroce. Ma ciò non appanna l'idea del film, che tenta di avvicinarci alla furia del pericolo più estremo, quello generato dal male più grande che la storia recente d'Europa abbia vissuto.

La grande produzione, girata negli Studios Barrandov di Praga e portata a termine della statunitense LD Entertainment e la ceca Lucky Man Films con la francese 22H22 e la britannica Anthropoid Productions, tenta di compensare con la sua impeccabilità tecnica l’artificialità tipica di questo tipo di coproduzioni in lingua inglese dirette al grande pubblico internazionale (chiara qui, ad esempio, nell’utilizzazione del solo inglese per una storia ceca). La statunitense ICM Partners si occupa delle vendite internazionali.

(Tradotto dallo spagnolo)

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