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LOCARNO 2016 Italia

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Due opere prime di registe italiane a Locarno

di 

- L’amatore di Maria Mauti e La natura delle cose di Laura Viezzoli selezionati fuori concorso. L’Italia è presente anche con tre coproduzioni, di cui una in concorso internazionale, e due corti

Due opere prime di registe italiane a Locarno
L’amatore di Maria Mauti

Non ci sono titoli italiani quest’anno nella selezione del concorso internazionale del Festival di Locarno (3-13 agosto 2016), l’Italia è però ben rappresentata fuori concorso da due registe alla loro opera prima: Maria Mauti con L’amatore [+leggi anche:
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 e Laura Viezzoli con La natura delle cose [+leggi anche:
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L’amatore è un film documentario sulla figura di Piero Portaluppi, uno dei più grandi architetti del Novecento italiano (a Villa Necchi Campiglio, da lui progettata nel cuore di Milano, è stato girato Io sono l’amore [+leggi anche:
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intervista: Luca Guadagnino - regista
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di Luca Guadagnino), un uomo eclettico, ambiguo e complesso, pieno di talenti e manie, la cui vita ha attraversato il fascismo e la storia dell'architettura del secolo scorso. Il film è prodotto da MP1
 e le vendite internazionali sono affidate a NEXO Digital.

La natura delle cose si presenta invece come un’immersione emotiva e filosofica in quel prezioso periodo che è il fine vita, in compagnia di un malato di Sla, completamente paralizzato (se non per gli occhi), che come un astronauta in missione esplora i limiti dell'umano, interrogandosi ed interrogando lo spettatore con la passione di chi ama la vita ma sa di doverla lasciare a breve. Il film è prodotto da Ladoc, con il sostegno del crowdfunding. Le vendite estere sono gestite da Wide House.

L’Italia sarà presente a Locarno anche con tre coproduzioni: Mister Universo [+leggi anche:
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di Tizza Covi e Rainer Frimmel (La pivellina [+leggi anche:
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), 
con Tairo Caroli, Wendy Weber, Arthur Robin e Lilly Robin, una coproduzione con l’Austria guidata da Vento Film
, con Be For Films come agente di vendite internazionali, selezionata in Concorso internazionale; nel concorso Cineasti del presente troviamo invece la coproduzione con la Svizzera Il nido [+leggi anche:
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di Klaudia Reynicke, con Ondina Quadri (vista l’anno scorso ai Venice Days in Arianna [+leggi anche:
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intervista: Carlo Lavagna
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), Fabrizio Rongione, Diego Ribon e Sonia Gessner, una produzione Amka Films con Tempesta di Carlo Cresto-Dina, e poi The Challenge [+leggi anche:
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di Yuri Ancarani (Italia/Francia/Svizzera), una produzione La Bête in coproduzione con Ring Film e Atopic, delle cui vendite internazionali si occupa Slingshot Films.

Due corti italiani saranno inoltre presentati al festival svizzero: Festa di Franco Piavoli, fuori concorso, e Valparaiso di Carlo Sironi, nella sezione Pardi di domani. L’Italia sarà infine protagonista del Pre-festival, con la proiezione il 31 luglio di Lo chiamavano Trinità di Enzo Barboni (1970), in ricordo del popolare attore Bud Spencer, scomparso il 27 giugno scorso.

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