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Ederly: molto di più che un dilemma cinematografico

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- Il regista polacco Piotr Dumala continua ad affinare il suo stile originale e la sua estetica nel secondo film

Ederly: molto di più che un dilemma cinematografico
Ederly di Piotr Dumala

Il talentuoso Piotr Dumala è in concorso al Festival T-Mobile New Horizons a Breslavia con il suo ultimo film, Ederly [+leggi anche:
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. Dumala è un veterano polacco nel campo dell'animazione: il suo stile inconfondibile fonde elementi di black humor con dinamiche oniriche che rasentano il surreale. Entrambi gli elementi possono essere ritrovati nel suo celebre adattamento animato di Crime and Punishment così come in Franz Kafka, un biopic – dal format di film di animazione – vagamente ispirato ai diari dello scrittore. Nel suo ultimo lavoro, il regista adatta il suo stesso romanzo, pubblicato a puntate nella rivista Kino, in un lungometraggio.

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La scena iniziale segue uno straniero di nome Slow (interpretato da Mariusz Bonaszewski, che ha recitato nel film precedente di Dumala, The Forest) che si avventura, nell'oscurità, in una piccola città di campagna nelle vicinanze, Ederly. Fermandosi a chiedere indicazioni, rivela il motivo della sua visita: è un restauratore itinerante che è stato assunto dalla chiesa locale. Il restauratore solitario vaga per le strade deserte deserte della città ed entra in una casa dove, stranamente, è accolto in maniera calorosa. All'inizio, quello che sembra essere lo schema classico per cui uno straniero invade una famiglia e stravolge il delicato equilibrio di questo microcosmo, in maniera analoga a Teorema di Pier Paolo Pasolini, viene sovvertito nel corso del film. Dumala ricompone gli elementi nell'equazione, facendo in modo che sia Slow ad essere stravolto. 

Dumala crea un personaggio estremamente kafkiano - il quale ricorda rispettosamente Josef  K - dal momento che Slow rimane intrappolato in una serie di circostanze che cerca disperatamente di comprendere. Diradando sempre più il confine tra il disorientamento autentico di Slow e il sospetto costante che in realtà non sia un narratore affidabile, l'identità iniziale del protagonista scompare e viene sostituita da quelle che gli sono imposte dai cittadini – un figlio perduto, un fratello, un fidanzato, un amante. Il film di Dumala cambia registro in maniera quasi sistematica, in base a quale dei ruoli elencati in precedenza viene ricoperto dal protagonista, un po' come un carosello di generi cinematografici: una storia d'amore proibita, una parabola dei figliol prodigo, un giallo, una commedia ed un thriller.

La natura camaleontica dei generi di Ederly funziona attraverso l'applicazione di dinamiche oniriche, le quali posizionano il film a metà tra la finzione e la realtà. La fotografia in bianco e nero di Adam Skora respira un'aria nefasta, che contribuisce in maniera decisiva a creare quell'atmosfera di tempo indefinito nelle ambientazioni minimaliste e malinconiche del film  (girato nelle campagne dell'Est Europa), e richiama in maniera sottile i lavori di Béla Tarr

L'uso efficiente dello spazio conferisce al film un'aria di messa in scena teatrale. Tuttavia, il direttore della fotografia e il regista usano appieno lo spazio disponibile avvolgendo le conversazioni deliranti e creando tensione ed ansia fino all'anti-climax del film. Dumala attinge dal teatro dell'assurdo per la sceneggiatura, senza mai compromettere il baluardo visivo di realismo del film o lo stile che ha sviluppato nel suo precedente lungometraggio, The Forest, con il suo linguaggio metaforico, l'austerità visiva e le immagini evocative. Essendo contemporaneamente una parabola esistenzialista ed una commedia fuori dal comune, Ederly si avvicina incredibilmente ad essere il figlio illegittimo di Franz Kafka e Harold Pinter, ma conferma allo stesso tempo la voce autoriale, a sé stante, di Piotr Dumala.

Ederly è stato prodotto da Andersa Street Art and Media e coprodotto da Heliograf, D35 e Film Factory. Il Polish Film Institute ha cofinanziato il progetto.

(Tradotto dall'inglese)

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