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LOCARNO 2016 Fuori concorso

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Un juif pour l'exemple, un'esplosione di violenza nel cuore della quieta Svizzera

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- LOCARNO 2016: Il regista svizzero-britannico Jacob Berger porta alla sezione Fuori concorso il film tratto dal romanzo omonimo dello scrittore svizzero Jacques Chessex

Un juif pour l'exemple, un'esplosione di violenza nel cuore della quieta Svizzera
Una scena del film Un juif pour l'example

Presentato in prima mondiale fuori concorso, Un juif pour l'exemple [+leggi anche:
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 di Jacob Berger riporta il pubblico del Festival del Film Locarno indietro nel tempo, in un momento, quello del regime nazista, più buio che la notte stessa.

Sebbene la Svizzera abbia da sempre goduto di uno statuto neutrale, le tenebre del nazismo hanno inevitabilmente fatto capolino anche nel suo bucolico territorio. Ed è così che, fedele ai suoi ricordi d'infanzia, lo scrittore Jacques Chessex ci parla di un episodio atroce, per non dire bestiale, del quale è stato testimone. Siamo nel 1942, l'Europa è in guerra, una guerra terribile e subdola che fa tremare anche i confini della Confederazione. A Payerne, ridente cittadina di campagna famosa per i suoi pascoli, il malcontento comincia a insinuarsi ovunque istigando la fantasia perversa di quanti vivono il regime nazista come una possibile via d'uscita da una crisi dalle proporzioni gigantesche. La rabbia e la frustrazione crescono come un tumore maligno che fa vacillare le certezze di chi si credeva al sicuro, spingendo a trovare un capro espiatorio sul quale scaricare la propria disillusione. Un gruppetto capitanato dal garagista Fernand Ischi, sorta di führer putativo, decide di passare all'azione eliminando colui che simboleggia ai loro occhi il motivo di tutti i mali: il mercante di bestiame ebreo Arthur Bloch (interpretato da un magnifico Bruno Ganz). Un'esecuzione esemplare, codarda e spaventosamente aneddotica che riassume l'assurdità di tutta un'epoca.

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Ciò che colpisce nel film è il parallelo che Jacob Berger costruisce fra passato e presente. Come se volesse mettere in luce le pericolose similitudini fra la follia passata e la scottante attualità. Sebbene i personaggi rimangano ancorati al periodo nazista (i loro costumi così come il loro quotidiano riflettono una realtà passata), il presente si insinua in questa realtà attraverso piccoli ma significativi dettagli: le macchine, le divise dei poliziotti, le strade, sono indubbiamente attuali. Quest'inaspettato scarto temporale rende palpabile un disagio che tutti noi percepiamo senza avere il coraggio di nominarlo. Fra chi fa finta di non vedere e chi guarda come stordito, l'omertà diventa un'abitudine perversa che sembra protrarsi da una generazione all'altra. Sebbene nessuno (compresi loro stessi) si sarebbe mai aspettato che la banda di Fernand Ischi passasse all'azione, l'orrore è comunque esploso, caldo e denso come il sangue di Artur Bloch, sacrificato sull'altare di una folle supremazia. Jacob Berger, che alla fine del suo film mette in scena la morte dello stesso Jacques Chessez, vittima del suo personale "j'accuse", ci obbliga a guardare in faccia il lato grottesco e crudele di una situazione spaventosamente attuale. Al di là dell'ipocrisia e dei discorsi preconfezionati che ci attorniano, Jacob Berger osa fare un parallelo spaventoso ma pertinente che si avvale della forza delle immagini che lo compongono. La storia che ci racconta è tanto semplice quanto spaventosa, un monito necessario che ci obbliga a riflettere.

Un juif pour l'exemple è prodotto e distribuito dalla svizzera Vega Film e coprodotto dalla RTS e dalla SRG SSR.

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