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VENEZIA 2016 Fuori Concorso

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Un Safari nell'animo umano

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- VENEZIA 2016: Ulrich Seidl torna alla Mostra con uno sconcertante documentario sui turisti austriaci e tedeschi in Africa, a caccia di zebre e giraffe

Un Safari nell'animo umano

Disturbante è la parola per descrivere Safari [+leggi anche:
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, l'ultimo film del viennese Ulrich Seidl, ospitato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia. Waidsmannsheil è invece la parola chiave del film. Significa letteralmente "saluto al cacciatore!" La ripetono i protagonisti di questo agghiacciante documentario dopo aver fatto secco un impala, uno gnu, un facocero o addirittura una gigantesca giraffa in Africa, prima di mettersi in posa per la foto di rito.

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Safari sembrerebbe uno spin-off del precedente In the Basement [+leggi anche:
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, sempre fuori concorso a Venezia 2014, nel quale si mostrava anche la cantina del signor Manfred e signora Inge, dove tantissime armi per la caccia grossa erano appese assieme a migliaia di trofei di animali. Proprio in coincidenza con l'apparizione sui giornali di tutto il mondo del famigerato dentista americano che posava accanto alla leonessa Cecil appena fatta fuori, Seidl ha seguito austriaci e tedeschi sul terreno di caccia.

Si tratta di gente "normale", certamente benestante perché portarsi a casa la testa di una zebra costa caro nei paesi africani che ospitano questa forma di turismo. Intervallate dalle bellissime inquadrature fisse con soggetto perfettamente al centro che sono diventate la cifra stilistica di questo sagace e provocatore regista, vediamo storie di ordinaria violenza, piuttosto ripetitive: individuare l'animale nel suo habitat, seguirlo, puntare il Merkel 140 AE .375, sparare, lasciare che l'animale agonizzi in libertà e poi andare a cercarlo per accarezzarne il pelo, dirgli: "ti sei battuto bene vecchio mio" e infine fare la foto ricordo.

Seidl divide in "temi" la sua inchiesta, cercando di capire e far capire a noi cosa frulla nella testa di queste persone, perché uccidono animali meravigliosi come una giraffa: le armi più efficaci da usare; il tariffario degli abbattimenti; le straordinarie emozioni che si provano nel momento in cui si uccide; le relazioni con il personale locale che si occupa del turismo armato (c'è un signore che dice: "ho un ottimo rapporto con quella gente, del resto non è colpa loro se sono nati africani").

Seidl continua la sua meravigliosa e spietata ricerca antropologica. E' un collezionista di esseri umani e, come si faceva con le farfalle, li infila con uno spillo, che è la sua macchina da presa, e li racchiude in una cornice.

Prodotto dal regista per Ulrich Seidl Film Produktion con ORF Film/Fernseh-Abkommen e coprodotto da ARTE G.E.I.E., Danish Documentary, WDR, il film è venduto da Coproduction Office.

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