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SAN SEBASTIÁN 2016 Concorso

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El invierno: cercasi fattore per ranch patagonico

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- SAN SEBASTIÁN 2016: Il regista Emiliano Torres tratta il tema del ricambio generazionale usando come pretesto la tosatura invernale in questa coproduzione franco-argentina

El invierno: cercasi fattore per ranch patagonico

E’ la storia del vecchio (Evans) e il nuovo (Jara). L’opera prima dell’argentino Emiliano Torres, El invierno [+leggi anche:
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, presentata in concorso per la Conchiglia d’Oro del 64° Festival di San Sebastián, è un ritratto sul ricambio generazionale dal punto di vista di chi si vede costretto a lasciare il proprio lavoro e quello del relativo sostituto. Nonostante la scarsezza di dialoghi, il ritmo lento (più di qualcuno avrà l’impressione di assistere a un lungometraggio in cui “non succede niente”), El invierno riesce a sorprendere positivamente e, dopo aver visto il film, sono tanti gli interrogativi che lo spettatore si pone. Perché racchiude alcune domande che non trovano completamente risposta, perché è una pellicola più emozionale che intellettuale e perché lo stesso regista vuole che sia lo spettatore a farsi un’opinione personale.  

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E’ interessante perché esplora entrambi i punti di vista. Quella del rimpiazzato e del rimpiazzante. Non c’è vittima né carnefice. Ma solo due persone che lottano per integrarsi in un ambiente ostile, nel caso del nuovo, e per rimanere, nel caso del vecchio. L’opera emana una certa nostalgia e mostra una realtà rurale in cui abbondano i silenzi e la parola non è ben accolta. I paesaggi che offre sono di una bellezza spettacolare.

Emiliano Torres approfondisce un tema ricorrente nel cinema - quello del ricambio generazionale - ma in un settore poco esplorato finora, quello agrario in una zona difficile, lontana dal mondo e in condizioni avverse. E se l’inverno fosse una scusa e il clima ostile semplicemente una tela di fondo per costruire un racconto dove l’uomo è più attaccato alla terra che non alle persone? Questioni come la famiglia, il machismo, la solitudine, la morte o la rivoluzione tecnologica sono pure messe in evidenza, così come la fragilità del lavoro al giorno d’oggi. Evans ha dato la sua vita per il ranch, lo ha curato in maniera esemplare come se fosse suo, ma quando si fa anziano e diventa pertanto più lento e impacciato, i suoi capi non esitano a disfarsi di lui. Condivide con film come La reconstrucción di Juan Taratutto anche l’approfondimento della sconnessione dell’essere umano dalle emozioni e la crudezza dell’inverno in Patagonia.

Alejandro Sieveking (il vecchio Evans), visto di recente nell’opprimente e metafisico El club di Pablo Larraín, offre un’interpretazione sottile, ricca di sfumature e molto contenuta. Dal canto suo, Cristian Salguero (Jara, il nuovo) comincia a farsi spazio nel panorama sudamericano con una performance delicata e intensa. I fan di Santiago Mitre lo ricorderanno per il suo ruolo di Ciro in Paulina [+leggi anche:
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Montagne, pecore, solitudine, uomini: l’inverno, o come sopravvivere da sé… El invierno è una coproduzione franco argentina, prodotta da Wanka Cine, Ajímolido Films (entrambi argentine) e Cité Films (francese), che vende anche il film nel mondo.

(Tradotto dall'inglese)

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