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FESTIVAL Islanda

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Deepa Mehta, Darren Aronofsky e Chloë Sevigny si dirigono a Reykjavik

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- Il festival islandese si aprirà questa sera (29 settembre) con i registi Mehta e Aronofsky e la star Sevigny, tra gli ospiti d’onore

Deepa Mehta, Darren Aronofsky e Chloë Sevigny si dirigono a Reykjavik
Zoology di Ivan I. Tverdovsky

La scrittrice, regista e produttrice indo-canadese Deepa Mehta, il regista statunitense Darren Aronofsky e l’attrice Chloë Sevigny sono tra gli ospiti d’onore al Reykjavik International Film Festival, che ha inizio questa sera (29 settembre) con The Together Project [+leggi anche:
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della regista franco-islandese Sólveig Anspach, scomparsa nel 2015, e continuerà fino al 9 ottobre.

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Mehta, che terrà anche una lezione, riceverà un premio alla carriera. Il suo ultimo film, The Anatomy of Violence, racconta la brutale violenza di gruppo ai danni di una ventitreenne, poi uccisa, a Nuova Delhi nel 2012; farà la sua anteprima europea al festival islandese, dopo essere stato proiettato a Toronto. Presenterà anche I figli della mezzanotte [+leggi anche:
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(2012) e Beeba Boys (2015).

Dopo Noah (2014), Aronofsky ha attualmente in post-produzione un’opera ancora priva di titolo che tra gli attori conta Jennifer Lawrence, Domhnall Gleeson e Michelle Pfeiffer; il festival ha deciso di programmare le proiezioni di Il cigno nero (per il quale è stato nominato agli Oscar per la migliore regia), The WrestlerRequiem for a Dream.

Nominata agli Oscar nel 1999 per Boys Don’t Cry della regista statunitense Kimberly Peirce, Sevigny ha recentemente preso parte al film del regista svedese Tomas Alfredson, The Snowman, girato in Norvegia. Il corto Kitty, con cui ha debuttato alla regia, è stato selezionato al Festival di Cannes di quest’anno e sarà in mostra anche a Reykjavik.

Nel programma che include 100 film, 11 registi internazionali presenteranno le loro prime o seconde opere nella sezione New Visions, contendendosi il premio più importante, il Golden Puffin. Tra i candidati c’è anche Godless [+leggi anche:
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intervista: Ralitza Petrova
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della bulgara Ralitza Petrova, che a Locarno ha strappato il Leopardo d’Oro, Zoology [+leggi anche:
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intervista: Ivan I. Tverdovsky
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del russo Ivan I. Tverdovsky, premiato al Karlovy Vary e The Giant [+leggi anche:
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intervista: Johannes Nyholm
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dello svedese Johannes Nyholm, insignito del Premio speciale della giuria al San Sebastian.

Altre sezioni includono il documentario The War Show [+leggi anche:
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intervista: Andreas Dalsgaard
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del regista danese Andreas Dalsgaard e del siriano Obaidah Zytoon, premiato a Venezia, Mister Universo [+leggi anche:
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del’italiana Tizza Covi e del’austriaco Rainer Frimmel, vincitore del FIPRESCI a Locarno, e Fuocoammare [+leggi anche:
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intervista: Gianfranco Rosi
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del regista italiano Gianfranco Rosi, che chiuderà il festival. Quest’ultimo è stato anche il vincitore dell’Orso d’oro all’ultima Berlinale.

Una nazione di soli 330.000 abitanti come l’Islanda produce fino a sei opere all’anno: i corti di produzione nazionale sono stati una delle maggiori attrazioni del Festival, sin dal suo esordio nel 2004, e quest’anno sono 18 i cineasti islandesi tra cui la giuria dovrà selezionare un vincitore. I film coprono tutta la gamma dei generi di finzione e documentari e toccano molti temi, dai rapporti d’amicizia a quelli genitori-figli, dalla vita senza tecnologia, all’attività degli snowboarder islandesi, fino alle tradizioni islandesi, come quella del réttir, che si svolge in autunno e in cui i pastori radunano le pecore dai monti. 

(Tradotto dall'inglese)

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