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Le Ciel attendra: insetti in una ragnatela

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- Marie-Castille Mention-Schaar firma un film forte e "pedagogico" sull’indottrinamento jihadista degli adolescenti e lo smarrimento delle famiglie

Le Ciel attendra: insetti in una ragnatela
Noémie Merlant e Naomi Amarger in Le Ciel attendra

"Che cosa preferisci? Salvare il mondo o far piacere a tua madre?". Presentato a Locarno, poi proiettato a Toronto, il convincente Le Ciel attendra [+leggi anche:
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di Marie-Castille Mention-Schaar sbarca oggi nelle sale francesi (distribuito da UGC) in sintonia con la turbolenta attualità riguardante il terrorismo e, in particolare, l’arruolamento di cittadini francesi nella galassia jihadista. Già trattato dal cinema francese dall’angolo di una cellula locale che prepara un attentato (La Désintégration [+leggi anche:
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, Made in France [+leggi anche:
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) e di genitori messi di fronte alla scomparsa dei loro figli attratti dalla jihad (Les Cowboys [+leggi anche:
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, La Route d'Istanbul [+leggi anche:
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), il tema è trattato stavolta partendo dal fenomeno della radicalizzazione degli adolescenti e il movimento inverso di deradicalizzazione. Una tematica che la regista restituisce con un’energia impressionante, tanto drammatica quanto pedagogica, che conferma la sua grande abilità nel dirigere giovani attori e che tocca il grande pubblico con la stessa forza he aveva mostrato col suo film precedente, Una volta nella vita [+leggi anche:
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(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)Cine Iberoamericano Int

Dosando realismo ben documentato e le esigenze di una finzione dove l’empatia verso i protagonisti è necessaria per comprendere questi adolescenti che si fanno sedurre dalla jihad e le loro sofferenze psicologiche per poi fare marcia indietro e liberarsi da idee profondamente radicate, Le Ciel attendra è anche, e soprattutto, un’esplorazione di questa giovane età della vita in cui i desideri, i sogni, le ribellioni, il disagio, la ricerca d’identità e del senso della vita, e il potere permeabile delle emozioni, assumono dimensioni passionali e intransigenti che ne fanno il terreno ideale per gli astuti e temibili reclutatori della jihad che vanno a caccia su Internet di prede fragili da indottrinare e convertire.

Scritta da Emilie Frèche e Marie-Castille Mention-Schaar, la sceneggiatura si sviluppa attraverso due storie. Agli arresti domiciliari dopo aver provato a partire per la Siria, Sonia (Noémie Merlant) passa per un doloroso processo di deradicalizzazione, affiancata dai suoi genitori affettuosi e spaventati (Sandrine Bonnaire e Zinedine Soualem). Un percorso fatto di negazione, conflitti, ricadute e sensi di colpa degli uni e degli altri, come se la coscienza manipolata si sottomettesse a una lenta disintossicazione. Una spirale di cui il film mostra il controcampo, con l’arruolamento progressivo di Mélanie (Naomi Amarger) la cui volontà di cambiare il mondo glissa dall’azione umanitaria alla missione jihadista tramite un legame intessuto metodicamente su Internet.

Dando informazioni che si completano le une con le altre attraverso questi due percorsi, Le Ciel attendra fa anche un ritratto commovente di genitori disperati, in particolare con un terzo filo narrativo che vede Clotilde Courau devastata nei panni della madre di Mélanie partita in Siria, ma anche con le sequenze della terapia di gruppo sulla radicalizzazione che riunisce famiglie e giovani donne attorno a Dounia Bouzar (che interpreta sullo schermo un ruolo che esercita nella vita reale). Giocando abilmente e come un puzzle con la temporalità, il film avanza sempre più veloce, e riesce, senza emettere giudizi affrettati, a fare un’opera pedagogica e a mostrare con efficacia come la purezza dell’adolescenza possa venir sviata verso disegni malsani da cui poi è estremamente difficile uscire.

Prodotto da Willow Films, Le Ciel attendra è stato coprodotto da UGC Images e France 2 Cinéma. Le vendite internazionali sono affidate a Gaumont.

(Tradotto dal francese)

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