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Il sogno di Francesco: gioia e rivoluzione di un santo

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- Il film di Renaud Fély e Arnaud Louvet su San Francesco d’Assisi e il suo amico fraterno e seguace Elia da Cortona è interpretato da Elio Germano e Jérémie Renier

Il sogno di Francesco: gioia e rivoluzione di un santo
Elio Germano in Il sogno di Francesco

La gioia nella povertà e nell’umiltà. E’ questo che predica San Francesco d’Assisi nel film Il sogno di Francesco [+leggi anche:
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in uscita in Italia il 6 ottobre con Parthénos e a fine anno in Francia con Haut et Court. Una coproduzione tra Francia, Italia e Belgio di Æternam Films con MIR Cinematografica, Rai Cinema e Entre Chien et Loup, il film è diretto da Renaud Fély e Arnaud Louvet, che lo hanno anche scritto assieme  a Julie Peyr, con la collaborazione di Elizabeth Dablemon. Fely è al suo secondo lungometraggio dopo Pauline et François [+leggi anche:
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, prodotto da Louvet, che è invece alla sua prima regia dopo numerose collaborazioni produttive (inclusi Viva la sposa [+leggi anche:
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di Ascanio Celestini e Io sono Li [+leggi anche:
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di Andrea Segre). 

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Il vero protagonista de Il sogno di Francesco non è tuttavia il santo d’Assisi, impersonato da Elio Germano, ma piuttosto il suo amico fraterno e seguace Elia da Cortona, interpretato da un Jérémie Renier in “stato di grazia”. E’ proprio questo punto di vista originale che caratterizza il film e costituisce l’elemento che lo distingue dalle opere sulla figura di Francesco di maestri come Rossellini, Cavani e Zeffirelli. E’ il rapporto tra i due personaggi che i registi vogliono mettere a fuoco per sottolinearne le differenze stridenti. Francesco, con un ideale purissimo che va al di là delle cose terrene. Elia, devoto e spiritualmente motivato ma allo stesso tempo pronto al compromesso per raggiungere gli scopi prefissi. Con una regia delicata e minimalista Fely e Louvet mettono a confronto i due personaggi storici per tracciarne un ritratto umanissimo e attuale. 

Siamo nel 1209 e papa Innocenzo III ha appena opposto il suo rifiuto all’approvazione della “Regola” che dovrebbe dare legittimità alla confraternita che si è formata attorno a Francesco. Il futuro santo vive in assoluta povertà accanto ai bisognosi ed è insofferente alle gerarchie ecclesiastiche, contrario ad ogni controllo e compromesso con Roma. “Non si mercanteggia la libertà”, dice al suo amico Elia che tenta di convincerlo a rendere meno “radicale” il documento e salvarlo dalle insinuazioni sulla sua ereticità. All’amica e collaboratrice Chiara (Alba Rohrwacher) confida: “Vogliono un capo, ma io non lo sarò mai”. 

La diversità del giovane Elia, di famiglia altolocata e fresco di studi giuridici, è evidente. Quello che diventerà un importante uomo politico e consigliere di Federico II di Svevia ha lasciato tutto per vivere con Francesco e aiutarlo a costruire un mondo migliore. Vuole coltivare un orto per poter dare da mangiare ai derelitti e “combattere la povertà”, ma gli altri seguaci di Francesco gli obiettano che bisogna combattere piuttosto la ricchezza. Ma Elia non è un contemplativo. Su consiglio del cardinale Ugolino (Olivier Gourmet) e approfittando dell’infermità di Francesco, Elia cancellerà di sua mano i riferimenti più “estremisti” al Vangelo, ai quali Francesco teneva molto, e riuscirà a far approvare la “Regola”. Francesco accetta il suo ruolo di intermediario ma non lo perdona e prima di tornare ai suoi poveri, gli intima di non seguirlo e di rimanere a rappresentare la confraternita presso le istituzioni ecclesiastiche. Elia lo raggiungerà anni dopo, nel 1226, nella grotta della Verna, presso Arezzo: Francesco è in fin di vita e su mani e piedi sono apparse le stigmate.

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