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Proteggere il clima da dietro la macchina da presa

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- Per il suo primo Workshop sulla Sostenibilità di Produzione, Green Film Shooting ha riunito i rappresentanti di organizzazioni, fondi, emittenti e società di produzione di sei Paesi europei

Proteggere il clima da dietro la macchina da presa
(Fila posteriore) Pierre Gernet, Richard Smith, Birgit Heidsiek, Aaron Matthews, Maaike Salverda, Jochen Korth, Diane Driessen, Maria Würth, Marcus Kreuz, Jeremy Mathieu, Luca Ferrario, Ina Hößler, Joanna Gallardo; (Prima fila) Christiane Dopp, Phil Skolle, Catherine Puiseux (©Green Film Shooting)

Mentre i capi di governo si sono riuniti al COP22 di Marrakech, in Marocco, per evitare un aumento della temperatura globale al di sopra di 2°C tramite l'implementazione globale della Convenzione di Parigi, i rappresentanti dell'industria cinematografica e televisiva europea si sono incontrati al primo Workshop sulla Sostenibilità di Produzione, tenutosi ad Amburgo il 7 e l'8 novembre per discutere di alcune strategie comuni per ridurre le emissioni di carbonio provenienti dalle produzioni audiovisive.

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Organizzato da Green Film Shooting, in collaborazione con il responsabile della sostenibilità della BBC (Richard Smith), il Filmförderung Hamburg Schleswig-Holstein e il consorzio albert dei BAFTA, l'evento ha accolto partecipanti provenienti da sei Paesi diversi per discutere delle misure per rendere l'industria audiovisiva più verde. Al workshop hanno partecipato i rappresentanti delle emittenti TF1 e WDR, gli studi di Bavaria Film, Letterbox, e fondi cinematografici quali Trentino, Copenhagen e Eurimages, il fondo di sostegno del cinema europeo del Consiglio d'Europa.

Sebbene la produzione cinematografica e televisiva non sia così inquinante come le industrie di energia o delle automobili, il livello di consumo di energia nella produzione dei media è enorme. Secondo il consorzio britannico albert dei BAFTA, la produzione di un lungometraggio genera fino a 1.000 tonnellate di emissioni di anidride carbonica. Alla BBC, l'emittente televisiva più grande del mondo, l'impronta di carbonio delle attività produttive aggiunge fino a 200.000 tonnellate di emissioni di anidride carbonica all'anno, che possono essere ridotte di ben il 25% quando un uso sostenibile delle risorse viene preso in considerazione.

In Francia, è stato realizzato un piano d'azione ecologico da Ecoprod, un consorzio di emittenti, fondi cinematografici e organizzazioni ambientali, che sta fornendo all'industria audiovisiva gli strumenti e le misure per limitare le emissioni di carbonio. Al posto di generatori diesel fortemente inquinanti, le troupe cinematografiche/televisive possono accedere all'energia direttamente dalla rete elettrica perché il fornitore locale di energia elettrica ha installato stazioni di collegamento in 500 location per riprese in tutta Parigi. In Germania, le produzioni cinematografiche e televisive a basso impatto ambientale hanno ottenuto le certificazioni Green Shooting Card dal Filmförderung Hamburg Schleswig-Holstein fin dal 2011. Il prossimo obiettivo che il gruppo di lavoro europeo ha in mente è lo sviluppo di standard comuni.

(Tradotto dall'inglese)

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