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TRIESTE 2017

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Controindicazione: la follia della società proiettata sui muri di una prigione

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- Il secondo lungometraggio documentario della regista serba Tamara von Steiner entra nell’ultimo ospedale giudiziario per pazzi criminali

Controindicazione: la follia della società proiettata sui muri di una prigione
(© Aleksandar Mijailovic)

E’ rimasto un solo ospedale giudiziario per pazzi criminali in Europa, e si trova a Barcellona Pozzo di Gotto, in Sicilia. Secondo la legge penale italiana, le persone che hanno commesso un atto criminale in stato di incapacità (a causa di un disturbo mentale o per intossicazione) e rappresentano una minaccia per la società, sono detenuti in questo istituto. Qui sono condannati alla pena minima prescritta dalla legge, ovvero due anni, dopo di che la sentenza può essere riapplicata più di 30 volte.

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Il secondo lungometraggio documentario della regista serba Tamara von Steiner, Controindicazione, presentato in prima internazionale al Trieste Film Festival, è un documentario d'osservazione ambientato in questo ospedale giudiziario. Dopo un'introduzione narrativa e una breve scena in cui il direttore si lamenta con un paio di funzionari del fatto che su 150 detenuti, solo 50 sono effettivamente pericolosi, e che gli altri sono (ancora) lì a causa dell’inerzia, la burocrazia e il disinteresse della società nei loro confronti, von Steiner entra nella prigione e ci mostra i suoi abitanti.

Una delle prime immagini è scioccante e volutamente forte: la regista punta il suo obiettivo su uno dei detenuti, che sembra avere un attacco epilettico. Ma qualcosa non quadra. La camera si sofferma su di lui forse troppo a lungo, fino a quando non ci rendiamo conto che in realtà l’uomo sta fingendo, e il nostro istinto di gridare allo scandalo svanisce. Il suo comportamento è solo un goffo tentativo di richiamare l’attenzione. E quando vediamo il medico che prescrive le medicine ai suoi pazienti, capiamo il perché. Questo burocrate, gli uomini presenti nel suo ufficio non li guarda nemmeno. Sa solo minacciarli di un parere negativo prima della loro prossima sentenza, se si rifiutano di prendere i farmaci. Oppure, quando loro chiedono quando finirà la loro pena, lui risponde di chiedere al direttore.

Naturalmente, il direttore dirà loro che dipende dalla valutazione del medico. Si tratta di un circolo vizioso che nessuno dei detenuti può sfuggire, sia che siano effettivamente pericolosi e soffrano di disabilità mentali, sia che siano clinicamente normali, ma portati a uno stato prossimo alla follia da anni di assunzione di farmaci e dal fatto che alcuni di loro trascorrono decenni nell'istituto per colpa di una legge penale crudele. 

Aggiungete a questa situazione la convinzione delle autorità che una forma adeguata di intrattenimento per questa fetta della popolazione, in un paese dove il "delirio mistico" ha una presenza innegabile, sia un spettacolo teatrale pasquale che ruota attorno alla morte e alla risurrezione di Cristo, e avrete un quadro potente che condanna non solo questa particolare istituzione e la legge, ma anche la sedicente società "illuminata" che dimentica molto facilmente le sue decisioni più crudeli e disumane.

Controindicazione è una coproduzione tra la serba Nin Film e Cinnamon Production.

(Tradotto dall'inglese)

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