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ARRAS 2017 Scoperte europee

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Soleil battant: "Qual è il segreto?"

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- Clara e Laura Laperrousaz firmano una promettente opera prima al confine doloroso tra ombra e luce

Soleil battant: "Qual è il segreto?"

Quando si parla di ritorno alle origini, non sempre sappiamo come è stato il passato, né quale impatto il confrontarsi con esso avrà sul presente. E neanche la stupefacente bellezza della natura può cambiare ciò che è stato per coloro che l’hanno vissuto. Non è il caso, però, di chi volge uno sguardo nuovo, quello dell'infanzia, sulle ferite degli adulti. E’ questo il vasto territorio concettuale nel quale si sono imbarcate, attraverso un semplice racconto familiare al contempo catartico e iniziatico, Clara e Laura Laperrousaz con il loro primo lungometraggio, Soleil battant [+leggi anche:
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intervista: Laura e Clara Laperrousaz
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(Sunbeat), proiettato nella sezione Scoperte europee del 18° Festival del cinema di Arras.

Gli uccelli cinguettano, le cicale cantano, c’è un bel sole e in un panorama mozzafiato, il fiume tende le sue braccia a un quartetto di vacanzieri apparentemente felici: i genitori Iris (Ana Girardot) e Gabriel (Clément Roussier) e le loro gemelle di sei anni, Emma (Océane Le Caoussin) e Zoé (Margaux Le Caoussin). E’ la prima volta che le bambine vengono in Portogallo, il paese natale del padre che non ha mai insegnato loro la lingua materna. Ma una foto ritrovata in casa da Emma obbliga Iris a svelare un segreto importante: "E’ Lila, la prima figlia che abbiamo avuto, papà ed io. E’ in cielo. Venivamo qui prima del suo incidente. E’ annegata quando aveva due anni". Un incidente in piscina colmo di sensi di colpa per Iris ("stavo risposando perché non mi sentivo molto bene") e di acuto risentimento per Gabriel nei riguardi di suo cognato Miguel che aveva il compito di sorvegliare la piccola. Chiaramente, il segreto viene presto riferito da una gemella all’altra, e le due bambine sviluppano una visione molto personale dell’evento ("non dobbiamo rendere tristi mamma e papà, è vietato morire"), prendendo innocenti e pericolose iniziative che ravvivano il trauma vissuto dai loro genitori e accrescono le tensioni fra di loro…

Uno dei punti di forza di Soleil battant è il modo in cui le registe (che hanno scritto la sceneggiatura) riescono a dar vita ai loro quattro personaggi principali sviluppando il racconto mediante due poli, due sguardi sulla stessa situazione: quello delle gemelle e dell’infanzia, e quello dei genitori il cui lutto non è completamente elaborato. I due universi si osservano a vicenda, diventano autonomi, e offrono al racconto molteplici possibilità di avanzamento narrativo e di respiro, anche se nell’ultima parte gli si può rimproverare una tendenza a un’eccessiva drammatizzazione. Il film è comunque promettente, e deve molto alle musiche composte da Gianni Caserotto e alla notevole fotografia di Vasco Viana.

Soleil battant è prodotto da Alfama Films che si occuperà dell’uscita francese il 13 dicembre e che guida le vendite internazionali.

(Tradotto dal francese)

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