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L’uomo misterioso che visse La vida lliure

di 

- Il nuovo film di Marc Recha, in prima mondiale a Gijón, torna a trattare con molta sensibilità il mondo infantile e i suoi universi immaginari

L’uomo misterioso che visse La vida lliure
Mariona Gomila in La vida lliure

Il nuovo lungometraggio del catalano Marc Recha, La vida lliure [+leggi anche:
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(lett. La vita libera), è stato presentato in prima mondiale in concorso al 55° Festival Internazionale del Cinema di Gijón, una settimana prima di essere proiettato, sempre in competizione, al Black Nights Film Festival di Tallin.

Come il suo precedente Un día perfecto para volar [+leggi anche:
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, il film ha per protagonista un suo grande amico Sergi López, ma se in quella occasione l’altro personaggio centrale era incarnato dal figlio del regista, stavolta un intenso lavoro di casting, effettuato nell’isola di Minorca dove si svolge l’azione, ha portato alla scoperta di due volti nuovi: quelli espressivi, luminosi e vivaci dei piccoli Mariona Gomila e Macià Arguimbau, che debuttano al cinema senza alcuna esperienza interpretativa precedente. Buona parte di questa riuscita si deve all’attrice Nuria Prims, recuperata felicemente al cinema da Agustí Villaronga in Incierta gloria [+leggi anche:
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, che qui incarna un personaggio misterioso e senza una riga di dialogo e che, durante le pause delle riprese, si è incaricata di insegnare ai bambini l’arte drammatica e la naturalezza davanti alla macchina da presa.

Se nel suo precedente film Recha disponeva di un budget minimo, anche questo, pur collocando l'azione nel tratto finale della Prima guerra mondiale, è un film di basso budget. Questa limitazione, invece di abbassare l'autostima del regista, stimola il suo desiderio di sfruttare al meglio gli elementi che ha, specialmente gli scenari naturali in cui si svolge la sceneggiatura che lui stesso ha scritto, ispirato a un tempo e un luogo specifici: la Minorca colpita da una malattia letale, dalla carestia e dall'emigrazione della sua gente. Lì, mentre la madre si è trasferita all'estero in cerca di sostentamento, due fratelli – Guilla e Arguimba – vivono con il nonno (Miquel Gelabert) dedicando buona parte del loro tempo a girovagare per la sua casa.

In questo paesaggio di pini e spiagge, l'immaginazione dei piccoli costruisce fantasie popolate da esseri fantastici, fino a scoprire Rom (López), un uomo che vive tra le rocce, in riva al mare. Non sanno se è un orco da fiaba o un eroe di fantasia, ma tra loro nascono rapidamente complicità e amicizia. Rom racconta storie di sottomarini e nazisti, mentre osserva una barca a vela ancorata nelle acque vicine, dove una donna bella ed enigmatica esce regolarmente sul ponte.

Recha, nella sua consueta linea intima, modesta e naturalista, che cerca di catturare l'intangibile, torna a ritrarre molto sensibilmente il mondo infantile e i suoi universi immaginari, rivestiti qui di un'aria da romanzo d'avventura e pirati, con diverse minacce di morte e distruzione che incombono su questo luogo immacolato, inventato dalle menti dei piccoli e puntellato dalla voce fuori campo della ragazza. Con la musica di suo fratello Pau Recha ben presente, il cineasta offre un'immagine lontana dalla cartolina turistica dell'isola di Minorca, e allo stesso tempo fa appello alla conservazione di quel paesaggio, della sua memoria e dei suoi contadini. Il risultato finisce per distillare quella libertà creativa, suggestiva ed emotiva cui allude il suo titolo nostalgico.

Girato in 15 giorni, La vida lliure è una produzione di Turkana Films e La Perifèrica produccions, con l’appoggio, fra gli altri, di Televisió de Catalunya e IB3 Radiotelevisió de les Illes Balears. Splendor Films distribuirà il film in Spagna.

(Tradotto dallo spagnolo)

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