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IFFR 2021 Concorso Big Screen

Recensione: The Year Before the War

di 

- Il nuovo lungometraggio di Dāvis Sīmanis è una stravagante e bizzarra tragicommedia ambientata in Europa nel 1913, ricca di sorprese e vagamente ispirata al primo cinema muto

Recensione: The Year Before the War

Uno dei titoli che partecipano all'edizione di quest'anno dell'International Film Festival Rotterdam è The Year Before the War [+leggi anche:
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intervista: Dāvis Sīmanis
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di Dāvis Sīmanis, una coproduzione lettone-lituano-ceca ambientata in Europa nel 1913. I precedenti lavori del regista lettone includono i recenti titoli di finzione The Mover [+leggi anche:
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e Exiled [+leggi anche:
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, e diversi lungometraggi documentari.

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Sīmanis, insieme agli sceneggiatori Tabita Rudzāte e Uldis Tīrons, racconta un'incredibile storia ambientata nell'anno precedente lo scoppio della Prima guerra mondiale, in un mondo che sta per essere radicalmente trasformato da nuovi sistemi e ideologie. L'intera trama ruota attorno al viaggio di un uomo lettone, Peter (l’attore ceco Petr Buchta), che afferma di chiamarsi Hans, e inizialmente lo vediamo lavorare come portiere a Riga. I suoi vagabondaggi più o meno casuali lo portano a rimanere invischiato nei piani rivoluzionari di comunisti, anarchici, protofascisti e nazionalisti. Da Riga a Praga, da Londra a Parigi, da Vienna al Monte Verità in Svizzera, e poi di nuovo a Riga, Peter/Hans intraprende un lungo viaggio picaresco, dove finisce per avere una strana relazione con un'inquietante spia stile Mata Hari (Inga Siliņa), essere psicoanalizzatao da una sorta di versione "scienziato pazzo" di Sigmund Freud (Ģirts Ķesteris), e avere incontri ravvicinati con rappresentazioni strane e distorte di Lev Trotsky (Gints Grāvelis), Marcel Proust (Jānis Putniņš) e Vladimir Lenin (Lauris Dzelzītis), fra gli altri. Accanto a queste celebrità del passato, il film presenta una vasta coorte di caratteristi straordinari, che lasciano il segno con poche battute o anche con una semplice espressione facciale.

Il tono generale dato da Sīmanis è quello di una bizzarra tragicommedia – dove l'ironia è a volte molto sottile, altre volte molto palpabile – non esente da alcuni dettagli raccapriccianti e da sequenze più oniriche, disorientanti, ricche di immagini metaforiche capaci di lasciare spazio all'immaginazione degli spettatori. Sulla carta, una tale combinazione potrebbe non funzionare e potrebbe essere considerata foraggio per un film troppo ambizioso; qui, però, il cineasta lettone riesce a trovare un approccio equilibrato, capace di tenere gli spettatori agganciati e di raccontare la storia di un'Europa in conflitto attraverso una lente distorta. Visivamente, la fotografia in bianco e nero, dominata dai chiaroscuri, ad opera dell'esperto direttore della fotografia Andrejs Rudzāts (What Silent Gerda Knows [+leggi anche:
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, The Mover) è vagamente ispirata all'estetica dell'espressionismo tedesco e, più in generale, a quella del primo cinema muto. L'accattivante fotografia è esaltata dall'audace lavoro di montaggio di Anna Ryndová, che esalta con eleganza la diffusa dimensione spazio-temporale che caratterizza l'intero lavoro.

Alla fine, queste si rivelano due scelte appropriate, poiché intensificano la visione surreale e distante di Sīmanis e gli consentono di essere comodamente giocoso e crudele con i suoi personaggi. Il risultato finale è un lavoro degno di nota, ricco di sorprese, risatine malvagie, dialoghi assurdi e immagini sconcertanti.

The Year Before the War è prodotto dalla società lettone Studio Locomotive, la lituana Studio Uljana Kim e la ceca Produkce Radim Procházka. Le vendite internazionali non sono ancora assegnate.

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(Tradotto dall'inglese)

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