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VENEZIA 2021 Concorso

Recensione: The Card Counter

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- VENEZIA 2021: Paul Schrader fa un'ottima mossa con una storia sul gioco d'azzardo che potrebbe essere una bella scommessa per il Leone d'Oro

Recensione: The Card Counter
Oscar Isaac in The Card Counter

Se si giocano bene le proprie carte in concorso alla Mostra del cinema di Venezia, è possibile imbattersi in un film di Paul Schrader che con un bluff entra nel territorio di Michael Haneke. Questa è la roulette di The Card Counter [+leggi anche:
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, in cui Oscar Isaac sembra il gemello malvagio di George Clooney (inclusi i capelli sale e pepe). Ogni volta che gioca a carte, sfoggia una combinazione di camicia grigia, cravatta nera e giacca di pelle che porta a chiedersi se i responsabili di trucco, parrucco e costumi non stessero giocando a snap.

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Il misterioso personaggio di Isaac dice a chiunque glielo chieda che si chiama Guglielmo Tell, il nome del leggendario tiratore scelto svizzero del XIV secolo che assassinò un leader autoritario, scatenando una ribellione. In questo racconto americano dei giorni nostri, Tell ha trascorso il suo tempo in prigione imparando a contare le carte e a leggere libri per la prima volta nella sua vita, alcuni dei quali classici greci sui miti. Una volta fuori, usa le sue abilità appena sviluppate per guadagnarsi da vivere in casinò mediocri. Ogni carta viene giocata dopo aver calcolato tutte le probabilità. La necessità di valutare ogni rischio si riversa nel resto della sua vita: quando un addetto alla reception di un motel gli offre il caffè, calcola le probabilità che sia buono o meno chiedendo quando è stato preparato e controllando quanto ne è rimasto nel recipiente.

Schrader descrive un mondo del gioco d'azzardo lontano dal fascino di Ocean's Eleven. Dai tempi in cui scriveva classici come Taxi Driver per Martin Scorsese (che qui ha il merito di essere il principale produttore esecutivo) fino al suo successo veneziano del 2017 First Reformed, Schrader è stato un maestro nel portare sul grande schermo le crisi esistenziali di uomini travagliati e traumatizzati. È sempre bello scommettere su un film di Schrader quando mantiene i personaggi femminili ai margini. Anche se, qui, riesce a colpire nel segno con una performance rivelatrice, diretta e drammatica dell'esilarante comica Tiffany Haddish nei panni di La Linda. La donna vuole che Bill (o "B", come lei chiama William) giochi a poker con i suoi soldi, dividendo le vincite. Inoltre, La Linda pone una grande domanda esistenziale a Tell: è disposto ad accettare le probabilità di successo e a innamorarsi di lei?

Un'altra storia secondaria riguarda Cirk (Tye Sheriden), che Will incontra durante un discorso sulla sicurezza tenuto dal maggiore John Gordo, che ha il volto di Willem Dafoe. Il padre di Cirk era nell'esercito con Tell, il quale soffre di disturbo da stress post-traumatico dai tempi di Abu Ghraib. Il flashback del disturbo da stress post-traumatico viene rivelato in una incredibile sequenza in travelling con immagini distorte e anamorfiche fotografate da Alexander Dynan. Tell prende Cirk sotto la sua ala protettrice, mostrandogli la sua vita piuttosto poco affascinante, giocando d'azzardo e spostandosi da un motel all'altro. È un dispositivo che consente al film di seguire i cliché del genere del gioco d'azzardo e informare i novizi del pubblico della posta in gioco.

Schrader riunisce meravigliosamente tutti i temi in una profonda critica della psiche americana e delle conseguenze dell'azione militare. L'asso nella manica del regista sessantenne è la performance di Isaac, la migliore della sua carriera, su cui qualsiasi persona incline alle scommesse inizierebbe a puntare per la prossima stagione di nomination e premi.

The Card Counter è una coproduzione Stati Uniti/Regno Unito guidata da Braxton Pope, Astrakan Film AB e David Wulf. I coproduttori sono Saturn Streaming e Redline Entertainment, e il film è stato realizzato in coproduzione con LB Entertainment, Enriched Media Group Limited, Grandave Capital e One Two Twenty Entertainment. Le vendite mondiali sono curate da HanWay Films.

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(Tradotto dall'inglese)

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