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LOCARNO 2022 Concorso

Recensione: Serviam - I Will Serve

di 

- La regista austriaca Ruth Mader indaga con estrema lucidità le conseguenze di un misticismo che si trasforma in fanatismo

Recensione: Serviam - I Will Serve

La regista austriaca Ruth Mader si è fatta conoscere da pubblico e critica grazie a film potenti quali il thriller Life Guidance [+leggi anche:
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che ha debuttato alla Giornate degli autori di Venezia. Serviam - I Will Serve [+leggi anche:
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, selezionato nel Concorso internazionale del Locarno Film Festival, è la sua ultima fatica, un huis clos claustrofobico che unisce thriller e misticismo, orrore e bellezza. Un film radicale, al contempo violento e sensuale che mette il pubblico a dura prova.

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Serviam - I Will Serve si svolge interamente in un collegio cattolico di sole ragazze provenienti da famiglie austriache benestanti. La direttrice, una misteriosa giovane suora (maestosa Maria Dragus), cerca di rinvigorire una fede in declino, una perdita di valori religiosi che la società (la storia si svolge negli anni ottanta) ritiene ormai obsoleti per non dire grotteschi. Martha, una delle allieve preferite della direttrice, viene scelta come rappresentante di una fede perduta, di un misticismo ascetico che sembra direttamente uscito da racconti agiografici medievali dal sapore ancestrale. Su consiglio (o meglio, su insistenza) della suora, Martha riceve un cilicio che la spinge a provare concretamente sulla sua pelle le sofferenze di un Cristo che considera come un (super) eroe indefettibile.

Le famiglie facoltose delle giovani pensionate, attirate dai soldi come i predatori dal sangue, non capiscono cosa sta realmente accadendo tra le mura del misterioso collegio. Il film ci mostra un mondo spezzato in due dove il successo, la ricchezza e il potere convivono con una fede sempre più debole, soppiantata dalla fame di apparire. Cosciente di questa dualità, la direttrice del pensionato crede di aver trovato in Martha il nuovo messia. Il suo è un fanatismo così profondo da mettere a dura prova la sua salute mentale.

Ambientato in un pensionato che ricorda l’austerità baroccheggiante di Suspiria di Dario Argento, Serviam - I Will Serve mette in scena un personaggio pronto a tutto pur di trasformare la sofferenza in amore, il dolore in atto di fede tanto radicale quanto sensuale. Sì perché la sofferenza fisica e psicologica che la direttrice, ma anche Martha, si infliggono non si ferma di fronte a nulla. Quella che le abita è una forza misteriosa ed incomprensibile che incute timore perché sovversiva e socialmente inaccettabile.

Il misticismo dai toni pasoliniani dell’ultimo film di Mader è radicale, un grido di rivolta contro una società consumistica patriarcale che crede di poter tenere tutto clinicamente sotto controllo. Potente da questo punto di vista la scena in cui il padre di una delle pensionate accusa la direttrice di non essere una “vera” donna poiché scelto, prendendo i voti, di non avere figli. Malgrado una scelta di vita estrema, la direttrice incarna allora il ruolo di una donna che ha deciso di non piegarsi alle regole di una società che la vuole (ri)produttiva, docile e accondiscendente.

Serviam - I Will Serve riesce a combinare con intelligenza problematiche spirituali, thriller e mondo dall’ dell’infanzia, trasformando l’innocenza in estremismo. Malgrado la presenza forse eccessiva di riflessioni teologiche espresse dalla voce fuori campo e di primi piani su crocifissi nei quali il Cristo è mostrato in tutta la sua cruda sofferenza, Mader riesce a dipingere in modo credibile e accattivante una forma radicale di fede. Lontano, lontanissimo dai cliché legati ad un misticismo dolciastro ed educato presente in troppi film che mettono in scena personaggi in preda a crisi mistiche profonde, Serviam si impone grazie ad una crudezza e ad un iper realismo che sfociano nel fanatismo.

Serviam - I Will Serve è prodotto da EPO Film e Ruth Mader Filmproduktion e venduto all’internazionale da Playtime.

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