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LOCARNO 2022 Cineasti del presente

Recensione: Matadero

di 

- Il regista argentino Santiago Fillol trasforma in immagini l’agghiacciante racconto di Esteban Echeverría

Recensione: Matadero
Malena Villa e Julio Perillán in Matadero

Il regista argentino Santiago Fillol, co regista del documentario Ich bin Enric Marco, selezionato al Locarno Film Festival nel 2009 e collaboratore regolare di Oliver Laxe con il quale ha scritto la sceneggiatura di Mimosas [+leggi anche:
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, un’opera ambiziosa che intende ritrascrivere in immagini l’universo radicale e rivoluzionario di El matadero di Esteban Echeverría.

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Il racconto di Echeverría, scritto tra il 1838 e il 1840, denuncia le derive violente e il totalitarismo del regime di Juan Manuel de Rosas mettendolo in parallelo con la crudeltà dei mattatoi, luoghi emblematici di sfruttamento e morte. El matadero narra la storia di un gruppo di contadini che decide di uccidere e mangiare un uomo benestante, simbolo di un potere ingiusto e opprimente creato dai potenti per i potenti. Il mattatoio serve a Echeverría come scenario di questa carneficina rivoluzionaria dal forte sapore simbolico. Malgrado l’aura culto dell’opera, El matadero non è mai stato portato prima d’ora sul grande schermo. Santiago Fillol accetta la sfida, cosciente dei pericoli che tale impresa può comportare: come rappresentare la violenza estrema di atti che la società non considera nemmeno più umani? Come rendere attuale un racconto che si situa in un passato e in un’epoca ben precisa, quella dell’Argentina della prima metà del XIX secolo?

Il film si apre con la citazione di Echeverría: “la scena ambientata nel mattatoio era da vedere, non da scrivere”, una scelta che ci fa subito capire quale strada Fillol ha deciso di intraprendere. Il regista di Matadero si interroga infatti sin dall’inizio sulla possibilità e sulla fattibilità di raccontare cinematograficamente la violenza cieca che si è impossessata dei contadini nel mattatoio. Il suo film è dominato dalla presenza di un misterioso regista argentino, Jared (Julio Perillán), che giunge nella pampa argentina per girare il suo ultimo film. Quello che Jared vuole, è mettere in scena la rivolta di un gruppo di braccianti che decidono di sgozzare i propri padroni, proprio come degli animali nel mattatoio.

A differenza dell’opera di Echeverría, il film si svolge nel 1973, momento chiave nella storia dell’Argentina, poco prima del declino dell’era Perón (e del conseguente colpo di stato), nel quale le persecuzioni contro la sinistra diventano sempre più forti e violente. I giovani attori del film si stanno giustamente organizzando per integrare la militanza clandestina. Matadero è un dedicato agli idealisti degli anni settanta, a coloro che si sono battuti con tutte le forze per una società più giusta, e questo a scapito della loro stessa vita. Fillol sembra volerci ricordare che poco importa chi vincerà, l’importante è la lotta, la forza rivoluzionaria che anima il combattimento.

Malgrado una narrazione che manca a volta di ritmo e di quello slancio radicale che domina l’opera di Echeverria, Fillol riesce comunque a creare un film personale e a tratti destabilizzante. Scegliendo di ambientare la storia negli anni settanta evita la trappola dell’omaggio ossequioso mantenendo però vivo lo spirito dell’opera originale. Con Matadero il regista argentino mette in scena le tensioni, le pulsioni e le lotte di potere di un’epoca, quella degli anni settanta, ancora tristemente attuali ai giorni nostri. Il racconto di Echeverría serve a Fillol da base, da matrice per raccontare la storia delle riprese clandestine di un fil attraverso i ricordi di Vicenta (Malena Villa), la giovane assistente di Jared. Matadero è un film sulla rivoluzione ma anche sulla fine di un’epoca e sulla lotta per mantenere viva la speranza di un mondo migliore, poco importa il prezzo da pagare.

Matadero è prodotto dall’argentina Magoya Films in coproduzione con El Viaje Films (Spagna), 4A4 Productions (Francia), Nina Produccions (Spagna) e Prisma Cine (Argentina). La britannica Alief si occupa della distribuzione mondiale.

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