email print share on Facebook share on Twitter share on LinkedIn share on reddit pin on Pinterest

CANNES 2026 Un Certain Regard

Recensione: Le Corset

di 

- CANNES 2026: Louis Clichy realizza un meraviglioso film d'animazione, di una semplicità cristallina e toccante, sul viaggio di un ragazzo alla ricerca di una via d'uscita dalla morsa del suo destino

Recensione: Le Corset

"Credi che ci serva un figlio che cresce storto?". A dieci anni si sogna la libertà, si vuole dimostrare di essere grandi e spesso rendere orgogliosi i propri genitori. Ma per Christophe, all’inizio dell’anno scolastico 1986-1987, nel cuore delle pianure della Beauce (il granaio della Francia) dove la sua famiglia gestisce una fattoria, tutto va storto, a cominciare dal suo corpo che pende inesorabilmente al punto da farlo cadere di continuo e da fargli distruggere il trattore dell’azienda durante la sua prima lezione di guida. È di questo adorabile preadolescente che Louis Clichy ha scelto di raccontare tre anni di esistenza nel miracoloso Le Corset, un piccolo gioiello d’animazione presentato nella sezione Un Certain Regard del 79mo Festival di Cannes.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)
insularia_Josué

"Che armamentario!". È un busto metallico Milwaukee che lo copre fino al mento – attirando su di lui molti sberleffi a scuola ("Robocop") e isolandolo completamente – che Christophe ora deve indossare 24 ore su 24. Un vero fardello che il ragazzo (chierichetto a tempo perso) trova molto difficile sopportare, fisicamente e psicologicamente, ma che gli apre comunque un’inaspettata via di fuga: diventare il voltapagine di Michel, il benevolo organista della chiesa di Neuvy-en-Beauce. Una via d’uscita che gli offre un nuovo modo di vedere il mondo e che col tempo si trasforma in un approfondito apprendistato musicale, mentre la totale assenza di comunicazione con suo padre (la cui azienda agricola, pesantemente indebitata, è sull'orlo del fallimento, in balia del raccolto) raggiunge il culmine. E poi, nel quotidiano di Christophe, alle soglie dei 13 anni, ora c’è Clara che gli fa battere il cuore… E in segreto, il ragazzo ha anche scoperto di avere una specie di superpotere… Ma nella vita, si ha sempre la possibilità di scegliere?  

Controllando magistralmente il ritmo della sua narrazione (la sceneggiatura è scritta con Franck Salomé), che si dipana con un passo costante e regolare, e con una profonda attenzione al protagonista, Louis Clichy realizza un film delizioso, commovente come il Requiem di Gabriel Fauré, che avrà un ruolo nell’intreccio, e divertente come sa essere a volte l’ingresso maldestro nell’adolescenza. Ma Le Corset dispiega soprattutto, grazie alla purissima semplicità della sua animazione, una poesia fantastica, celestiale e terrena della realtà, che non gli impedisce di affrontare con delicatezza temi seri (la vocazione, la spada di Damocle della redditività agricola, le sperimentazioni sui semi, le manovre delle cooperative agricole, i legami paterni e filiali, la vita rurale con le sue biciclette e le sue fermate dell’autobus, ecc.). Un insieme di tematiche foriere di tristezza, ma che il regista affronta con una tale empatica delicatezza da offrire un orizzonte di elevazione in mezzo a tutte le difficoltà.

Le Corset è prodotto da Eddy Cinema e coprodotto da Rhône-Alpes Cinéma e dalla società belga Beside Productions. Playtime cura le vendite internazionali.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

(Tradotto dal francese)

Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere altri articoli direttamente nella tua casella di posta.

Privacy Policy