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LOCARNO 2026

Locarno comunica la programmazione delle sue sezioni parallele

di 

- Il concorso Cineasti del presente, dedicato agli autori e alle autrici emergenti, e la sezione Piazza Grande propongono una selezione ampia e variegata

Locarno comunica la programmazione delle sue sezioni parallele
At Night di Beatrice Gibson

Il direttore artistico del Locarno Film Festival Giona A. Nazzaro ha svelato oggi la programmazione della sua 79esima edizione (dal 5 al 15 agosto) (leggi la news sul concorso) che comprende anche le attesissime sezioni parallele.

Il concorso Cineasti del presente, sezione dedicata ad autori e autrici emergenti, uno spazio "radicale, intransigente, avventuroso, pervaso da genuina curiosità verso tutte le possibilità del cinema", comprende quest’anno 15 lungometraggi tra cui numerose produzioni e coproduzioni europee (11 su 15). Tra queste figurano At Night, lungometraggio di debutto dell’artista britannica Beatrice Gibson, ambientato in una Parigi crepuscolare dove una serie di donne affronta la notte tra sogno, finzione e realtà; Demony della regista e drammaturga ucraina Natalka Vorozhbyt, singolare storia d’amore tra un vagabondo russo e una donna ucraina più vecchia di lui; L’estive, primo lungometraggio del belga Naël Khleifi su una giovane che ha scelto di vivere isolata in montagna ma che è costretta a confrontarsi con la propria storia familiare; Tomorrow A Long Time Ago, il nuovo film della tedesca Luise Donschen dopo Casanova Gene; September Afternoon del regista e artista tedesco Nicolaas Schmidt, film descritto come “una parabola sulla persistenza post-moderna”, Small Talk del regista svizzero Mateo Ybarra (Camp d’été) sul mondo del lusso e più precisamente tra le mura dell’Institut Villa Pierrefeu, ultima scuola di buone maniere ancora attiva in Svizzera e infine Tear Gas, vincitore di due dei nove premi assegnati nell’ambito degli IFFR Pro Awards diretto dal georgiano Uta Beria (Negative Numbers), una storia d’amore ambientata durante le violente manifestazioni che hanno scosso la città di Tbilisi.

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Insieme a questi film, troviamo Revolutionaries Never Die del palestinese Mohanad Yaqubi che parla del potenziale della celluloide come testimonianza politica ma anche personale e intima; Fire Flower dell’artista e cineasta brasiliana Ana Vaz che riflette sul cinema come strumento in grado di trasformare la percezione dell’essere umano, favorendo la connessione con le forme di vita non umane; Los días libres, film di debutto della regista argentina Lucila Mariani, che ha partecipato alla Locarno Filmmakers Academy ed è stata selezionata, nello stesso anno, a La fabrique Cinéma del Festival di Cannes; e Ego Reach We All (Our Time Will Come), primo lungometraggio del regista ghanese-statunitense Amartei Armar. Infine, selezionati anche Todos mis viajes son viajes de regreso (Colombia) di Manuel Ponce de León, Destoy All Girls (Stati Uniti) di Erin Vassilopoulos e Magic Atlas (Singapore) di Sun Xun.

L’immensa e imponente Piazza Grande accoglierà quest’anno 14 film tra cui 7 prime mondiali. Di questi, 9 sono delle produzioni o coproduzioni europee. Tra le produzioni figurano Les Yeux verts del duo di registi e sceneggiatori francesi Fanny Liatard e Jérémy Trouilh (Gagarin) che racconta di un padre che abbandona la famiglia dopo uno sfratto, evento traumatico che imprigiona il figlio in un sonno misterioso. Francesi sono anche Demain je tombe amoureux di Martin Provost con Fabrice Luchini, Emmanuelle Devos, Chiara Mastroianni e Carole Bouquet che parla di un professore di letteratura in pensione che, abbandonato dalla moglie, cerca un modo per reinventarsi e Ni vue, ni connue, ottavo lungometraggio di Marc Fitoussi, una commedia con Isabelle Huppert e Sandrine Kiberlain che parla del rapporto intenso e inatteso tra una figurante e un’attrice famosa che interpreta il suo stesso ruolo. Seguono Armony del regista italiano Dario Albertini, con Valerio Mastandrea e Asia Argento parla di una famiglia scelta che i servizi sociali cercheranno invano di separare; I Is Another del regista tedesco Felix Randau è un dramma ambientato negli anni 50 che parla di un uomo che sostiene di aver salvato migliaia di persone durante la Seconda guerra mondiale, Down The Arm Of God del regista austriaco Peter Brunner che ritorna a Locarno dopo aver presentato Luzifer, un film coscritto con l’attore statunitense Caleb Landry Jones che segue un giovane pastore texano che non intende seguire le regole; e Frank & Louis della regista svizzera Petra Volpe (già presentato a Sundance). Nella sezione ritroviamo anche Congo Boy (premio al miglior attore nell’Un Certain Regard di Cannes) di Rafiki Fariala, e Il cileno del regista cileno Sergio Castro-San Martín, ambientato tra il Cile e l’Italia nell’ambiente rivoluzionario della fine degli anni settanta.

Infine, sono stati annunciati anche la sezione Pardi di Domani e i sette titoli della Semaine de la Critique, tra cui il documentario presentato nella Quinzaine des Cinéastes di Cannes Gabin de Maxence Voiseux.

I film selezionati:

Cineasti del presente

Ego Reach We All (Our Time Will Come) – Amartei Armar (Ghana/Francia)
Tear Gas – Uta Beria (Georgia/Francia/Germania)
At Night
– Beatrice Gibson (Regno Unito/Polonia)
Tomorrow A Long Time Ago – Luise Donschen (Germania)
L’estive – Naël Khleifi (Belgio/Francia)
Los días libres – Lucila Mariani (Argentina/Brasile/Messico/Francia)
Todos mis viajes son viajes de regreso – Manuel Ponce de León (Colombia)
La ilusión de un verano sin fin – Alessandra Sanguinetti (Argentina/Stati Uniti)
September Afternoon – Nicolaas Schmidt (Germania)
Destoy All Girls – Erin Vassilopoulos (Stati Uniti)
Fire Flower – Ana Vaz (Francia/Brasile)
Demony – Natalka Vorozhbyt (Ucraina/Polonia)
Magic Atlas – Sun Xun (Singapore)
Revolutionaries Never Die– Mohanad Yaqubi (Palestina/Belgio/Qatar)
Small Talk – Mateo Ybarra (Svizzera)

Piazza Grande

Armony – Dario Albertini (Italia)
Down The Arm Of God – Peter Brunner (Francia/Stati Uniti)
Il cileno – Sergio Castro-San Martín (Italia/Cile/Svizzera)
Dances With Wolves  – Kevin Costner (Stati Uniti/Regno Unito) (1990)
Congo Boy – Rafiki Fariala (Repubblica Centrafricana/Francia /Repubblica Democratica del Congo/Italia)
Ni vue, ni connue – Marc Fitoussi (Francia/Belgio)
Paper Tiger – James Gray (Stati Uniti/Italia/Brasile)
Les Yeux verts – Fanny Liatard, Jérémy Trouilh (Francia/Belgio/Svezia)
Wild At Heart – David Lynch (Stati Uniti) (1990)
Demain je tombe amoreux – Martin Provost (Francia/Belgio)
I Is Another – Felix Randau (Germania/Austria)
Taxi Driver – Martin Scorsese (Stati Uniti) (1976)
Frank & Louis – Petra Volpe (Svizzera/Regno Unito)
The Invite – Olivia Wilde (Stati Uniti)

Pardi di Domani - Concorso Internazionale

Another Day In The Metal Box - Gleb Feldman (Ucraina)
As A Cure - Dorothea Sing Zhang (Cina/Regno Unito)
Aurora Borealis - Valeriya Kim (Ungheria/Belgio/Portogallo/Kazakistan)
Dans les rêves quand on dort pas la nuit -  Rachel Gutgarts (France)
Drift - Jérémie Danon, Kiddy Smile (Francia)
Forgotten Spaceman - Elham Ehsas (Afghanistan/Regno Unito)
In The Silence After - Sebastian Delascasas (Qatar/Stati Uniti/Colombia)
Khufu - Mahmoud Assi (Egitto/Francia/Svezia/Canada)
Las damas - Camille Zéhenne (Francia)
Los andares - Isa Luengo, Sofia Esteve (Spagna)
Melk - Filip Anthonissen (Belgio)
Mutrion - Marco Cavazzin (Italia)
Nadupa - Daniel Samwel (Tanzania)
No tengo boca, aun así debo gritar - Diego Andrés Murillo, Eduardo Andrés Díaz (Venezuela)
Obscura - Timoteus Anggawan Kusno (Indonesia/Paesi Bassi)
Piluk - Elisapie Isaac, Marc Séguin (Canada)
Premier feu - Blanca Camell Galí (Francia/Spagna)
The Architect Who Built His Own Collapse - Chun Tien Chen (Taiwan)
Together - NEOZOON (Germania)  
A Sweet Day - Omid Abdollahi (Iran)

Pardi di Domani - Concorso Nazionale

Take Care - Patricia Strübin (Svizzera)
Gherking - Claudius Gentinetta (Svizzera)
West/East - Elia Canevascini (Svizzera)
Maids Of The Petroleum - Hans Baumann (Stati Uniti)
Respirer une fois sur trois - Charlyne Genoud (Svizzera)
Singularity - Marjolaine Perreten (Svizzera)
Street Of Resistance - Jan Ciallella (Svizzera)
The First Flower - Astrit Ismaili (Kosovo/Svizzera/Paesi Bassi)
Typhoon Mambo - Domenico Singha Pedroli (Svizzera/Francia/Tailandia)
Zrugg - Lars Mulle (Svizzera)

Pardi di Domani - Concorso Corti d’Autore

Ãsheghetam - Filmsaaz (Francia/Svizzera/Iran)
Elegy For The Forgotten, On An Endless War - Bani Khoshnoudi (Iran/Francia)
Et si Thuy n’existait pas - Carlo Francisco Manatad (Filippine/Francia/Indonesia)
Private Property - Deepak Rauniyar (États-Unis/Nepal/Francia)
Quelque part dans un pays libre - Antonin Peretjatko (Francia)
Already Happened - Hao Zhou (États-Unis/Cina)
The Blessing - Caroline Poggi, Jonathan Vinel (Francia/Svizzera)
The Bovine Comedy - Ratchapoom Boonbunchachoke (Francia)
The God That Destroys - Jyoti Mistry (Austria/Svezia)
The Wind, One Brilliant Day - Ben Rivers (Cina/Regno Unito)

Semaine de la Critique

Los vencedores – Pablo Aparo (Argentina)
As Light As Air – Umair Bilal (Pakistan)
Concrete Land – Asmahan Bkerat (Giordania/Palestina)
Petrolheads – Emil Langballe (Danimarca)
Seul le serpent sait – Olivier Séror, Martin Verdet (Francia)
Blossoming – Kamila Serwicka (Polonia)
Gabin – Maxence Voiseux (Francia/Germania/Svizzera)

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