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Rapporto industria: Digitale

Il Vecchio Continente sull'orlo della frattura digitale

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- La transizione verso la proiezione digitale nelle sale europee è stata oggetto sabato scorso di un intervento di Véronique Cayla, le direttrice generale del Centre National de la Cinématographie (CNC) in occasione degli Incontri Cinematografici di Digione organizzati dall'ARP. Invitando le collettività territoriali (città, dipartimenti e regioni) a interessarsi alla questione, al fine di preservare l'eccezionale rete di cinema esistenti in Francia, Véronique Cayla ha ricordato che il CNC ha a disposizione per loro uno strumento di simulazione economica delle condizioni di finanziamento del passaggio alla proiezione digitale.

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Sviluppato con l'intenzione di "permettere a tutte le sale di convertirsi al digitale", questo strumento identifica i costi e gli introiti indotti dal passaggio alla proiezione digitale in funzione di parametri molto dettagliati: dimensione degli stabilimenti, tipo di film inediti proiettati (numero di copie, potenza del distributore), costi di distribuzione (master digitale, copie, trasporto, stoccaggio), costi di esercizio (proiettore, server, installazione, manutenzione), scenari di finanziamento. Il CNC può anche fornire una stima precisa, sala per sala, e definire i potenziali contributi dei differenti attori del mercato. Per l'equipaggiamento delle sale, le ipotesi di partenza sono 80 000 euro a schermo, 10 000 euro a stabilimento e 4000 euro a cabina, cifre per il 20 % a carico dell'esercente.

Fiduciosa nel passaggio al digitale in Francia, Véronique Cayla ha dichiarato di essere "più preoccupata per l'Europa. Fino ad oggi, non ci si è interessati a questo problema mentre le sale vanno scomparendo insieme alla loro programmazione specifica", ha sottolineato. "E' un peccato che in tanti paesi dell'Europa dell'est ci siano poche sale. Questa sarebbe, pertanto, un'occasione per la circolazione dei film. Bisogna fare pressione sull'Europa per favorire la digitalizzazione delle sale".

Un discorso che fa riflettere, alla luce anche dei dati comunicati di recente dal distributore ungherese Budapest Film. Quest'ultimo ha organizzato l'11 settembre l'uscita nazionale di Delta [+leggi anche:
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intervista: Kornél Mundruczó
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di Kornel Mundruczo (scoperto in competizione all'ultimo festival di Cannes) in quattro copie in 35 mm e 15 schermi di E-Cinema (diffusione digitale le cui prestazioni sono inferiori alle norme minime internazionali fissate per la proiezione digitale). E gli ottimi risultati registrati in termini di entrate, in un contesto in cui i film d'autore non escono che in un numero minimo di copie, hanno spinto il distributore a ripetere l'esperienza con l'uscita di The Investigator di Attila Gigor il 2 ottobre (11 copie 35 mm e 12 schermi E-Cinema).

(Tradotto dal francese)

 

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