Scegli la lingua en | es | fr | it

Recensione: Réfractaire

email print share on facebook share on twitter share on google+

Steil scava nella storia del proprio paese

di 

- Il produttore lussemburghese, ora regista, Nicolas Steil esplora un capitolo sconosciuto della Seconda guerra mondiale nel dramma di formazione Réfractaire

Recensione: Réfractaire

I film di finzione sulla Seconda guerra mondiale e le sue conseguenze abbondano nella maggior parte dei paesi europei, ma non nel Granducato del Lussemburgo, che produce solo un pugno di film all'anno.

Nella produzione in lingua francese Réfractaire [+leggi anche:
trailer
film focus
intervista: Nicolas Steil
scheda film
]
, il produttore divenuto regista Nicolas Steil esplora un aspetto poco conosciuto della storia del suo paese durante la Seconda guerra mondiale: l'esistenza di uomini che si sono rifiutati di essere inviati al fronte dalla parte dei tedeschi dopo l'annessione del Lussemburgo al Terzo Reich, e per questo nascostisi nelle miniere in disuso nel sud del paese.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Affiancato dal suo co-sceneggiatore Jean-Louis Schlesser, Steil ha fatto molte ricerche sulla storia di questi renitenti alla leva, che si collocano in una zona grigia tra la resistenza attiva e i collaboratori dipendenti dalla prima per i viveri, le medicine e le notizie dal mondo esterno. Dato che alcune parti della miniera erano sfruttate di giorno, questi dissidenti hanno dovuto anche invertire i loro ritmi di sonno per non farsi scoprire.

Il protagonista, fittizio, si chiama François. Questo ragazzo di venti anni (interpretato dal giovane attore dagli occhi da cerbiatto Grégoire Leprince-Ringuet, già visto in Les chansons d'amour [+leggi anche:
recensione
trailer
scheda film
]
) si rifiuta di studiare in un'università tedesca come vorrebbe suo padre, collaborazionista. Il fatto è che ha una sensibilità più artistica, come sua madre. Diventa allora renitente e si fa condurre con gli altri nelle miniere grazie a un amico di famiglia che si fida di lui nonostante le scelte del padre.

L'arrivo di François crea tensione tra chi è già nascosto, e Steil rende molto bene la fragilità dello status quo di questa gente del popolo che raramente vede la luce del giorno. François stesso è costretto a crescere e ad affermare rapidamente la propria personalità se vuole cavarsela in mezzo a questa gente scontrosa, un processo che il regista descrive (non senza fare un po' troppo ricorso ai cliché) trasformando il ragazzo timido dell'inizio in un valoroso membro della resistenza.

Christina Schaffer, responsabile delle scenografie, ha ricreato la Lussemburgo degli anni 40 che trasuda tradimento sotto terra come in superficie, mentre il direttore della fotografia, Denis Jutzeler, manipola abilmente una cinepresa sempre in movimento. Gli attori, lussemburghesi alcuni, francesi gli altri, formano una squadra del tutto credibile nella sua eterogeneità.

Réfractaire è coprodotto dalla società lussemburghese di Steil, Iris Production, e dalla società svizzera (con sede a Losanna) CAB Productions. Le due società hanno già collaborato a diversi lungometraggi, tra cui Lift for Sale [+leggi anche:
trailer
scheda film
]
di Dominique Rivaz. Réfractaire ha anche ricevuto il sostegno del Luxembourg Film Fund, della rete svizzera TSR, dell'Ufficio federale della cultura elvetica e del Programma MEDIA dell'Unione europea.

(Tradotto dall'inglese)

photogallery

cinando

Follow us on

facebook twitter rss

ArteKino

Newsletter

Les Arcs call
Unwanted_Square_Cineuropa_01