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Recensione: Innocence

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Dopo la caduta

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- Due film polizieschi in uno per questo thriller ceco a combustione lenta. Il regista Jan Hrebejk e lo sceneggiatore Petr Jarchovský riservano al pubblico non poche sorprese

Recensione: Innocence

Quando si parla d'innocenza riferendosi all'essere umano, la si associa solitamente a termini come "preservata" o "perduta". Ci piace concepire l'innocenza come uno stato naturale, fragile ed effimero. Nel nuovo film di Jan Hrebejk e del suo sceneggiatore Petr Jarchovský, l'innocenza ha tante possibilità di essere salvata quante ne ha un fiocco di neve all'inferno.

La maggior parte dei personaggi di Innocence [+leggi anche:
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hanno, al momento in cui li incontriamo, già perso (o buttato all'aria) la loro innocenza. Tomáš (Ondrej Vetchý) è medico. Vive con sua moglie Milada (Zita Morávková), la figlia (Rebeka Lizlerová), la sorella di Milada, Lída (Anna Geislerová), e il padre (Ludek Munzar).

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Oltre a questo circolo familiare, c'è l'ex marito di Milada, Láda (Hynek Cermák), e il loro figlio handicappato, di cui hanno l'affido condiviso. Láďa è un tipo cupo che non ha altre gioie se non quella, agrodolce, di occuparsi di suo figlio e i sentimenti che prova ancora per Milada.

Láda si occupa di crimini contro i minori, così quando Tomáš è accusato di aver abusato di una paziente di 14 anni, Olinka (Anna Linhartová), si occupa del caso. Chiunque abbia un po' di senno avvertirebbe i pericoli di un tale conflitto di interessi. Non Láda, che farebbe qualsiasi cosa per rendersi utile agli occhi di Milada.

Alla fine, Tomáš viene scagionato, ma l'inchiesta ha segnato drasticamente la famiglia, soprattutto Lída. Un altro intreccio viene alla luce nella seconda parte del film e, a modo suo, una certa giustizia è fatta.

Vetchý impersona il medico, la cui flemma è colorata solo da quel sorriso giocondo che gli è proprio e che fa pensare che lui abbia un segreto. Geislerová incarna una Lída dalla condizione psicologica fragile, che si sente utile solo facendo il clown per i bambini dell'ospedale di Tomáš. Il resto del tempo, si sente come il terzo incomodo fra Tomáš e Milada.

La giovane Olinka impersonata da Linhartová è una ragazzina che usa la furbizia sia per piegare il mondo degli adulti ai suoi desideri, sia per distruggerli. Se l'attrice adolescente, molto somigliante fisicamente a Geislerová, avrà occasione di esplorare ruoli che la metteranno alla prova come attrice, potrebbe seriamente diventare un giovane talento europeo.

Ma le vere star del film sono Cermák e Morávková. Quest'ultima è particolarmente brillante in una scena in cui Milada mette Láďa dinanzi ai suoi fallimenti come marito. Per un momento, sembra che lei gli voglia cavare gli occhi, e poco dopo Láďa crolla, rappresentando il litigio con la ex moglie l'ultima goccia che fa traboccare il vaso delle insostenibili crudeltà che patisce ogni giorno al lavoro.

Hrebejk e Jarchovsky si sono ispirati per questo film a fatti realmente accaduti nel loro paese, ma avrebbero potuto benissimo ispirarsi a una pagina di Nabokov. Dicono di aver avuto la tentazione di esaminare come la vita privata diventi pubblica attraverso i media, come in Kawasaki's Rose [+leggi anche:
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, ma alla fine hanno preferito concentrarsi sui rapporti umani.

Ma, come Kawasaki's Rose, Innocence non è un film facile per il pubblico. Senza essere scioccante né austero, questo poliziesco ha più del film d'essai che del film di genere. I lungometraggi di Hrebejk e Jarchovský hanno sempre un certo successo al box-office locale, abbastanza da permetter loro di misurarsi ora con un film che potrebbe attirare l'attenzione dei festival, a meno che questi non rimpiangano l'accento spiccatamente ceco che risuonava nelle loro opere precedenti.

photogallery

titolo internazionale: Innocence
titolo originale: Nevinnost
paese: Repubblica Ceca
rivenditore estero: Le Pacte
anno: 2010
regia: Jan Hrebejk
sceneggiatura: Petr Jarchovský
cast: Ondřej Vetchý, Anna Geislerová, Ludek Munzar
cinando

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