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"Non mi dispiace raccontare storie femminili nel mio cinema"

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David Wnendt • Regista

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- Il regista tedesco David Wnendt adatta in Wetlands il best seller di Charlotte Roche, dopo aver trionfato con Combat Girls

David Wnendt • Regista

Dopo aver trionfato ai premi del cinema tedesco con il suo film d'esordio, Combat Girls [+leggi anche:
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David Wnendt ha accettato di adattare in Wetlands [+leggi anche:
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 l'omonimo romanzo della scrittrice Charlotte Roche. Il libro è in parte autobiografico ed è stato nel 2008 un best-seller mondiale. Il romanzo è stato oggetto di un'accesa polemica da parte delle femministe tedesche. La sua protagonista, Helen, è una ragazza di 18 anni con uno strano rapporto col proprio corpo e un'ossessione per i fluidi corporali, il che contrasta con l'immagine di donna depilata e profumata che la società impone. Il sesso è per lei una via di fuga dal complicato rapporto che ha con i suoi genitori. La svizzera Carla Juri, una delle shooting star presentate all'ultima edizione del Festival del Cinema di Berlino, incarna il controverso personaggio di questo film in corsa per il Pardo d'oro al Festival di Locarno 2013.

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Cineuropa: La scelta dell'attrice è importante in una storia che dipende in gran parte da una protagonista con una personalità particolare. Come ha stabilito che Carla Juri fosse la persona giusta per interpretare Helen?
David Wnendt: La fase di casting è stata molto lunga. Ho bisogno che l'attore mi mostri durante il provino tutti i registri del personaggio che appariranno nella pellicola. E nel caso di questo film era molto complicato, perché, oltretutto, includeva scene di nudo esplicite. Il libro non è naturalista. In realtà, ha uno stile molto concreto. E Carla rispondeva al meglio alle necessità di questo universo creato da Charlotte Roche.

Il romanzo non sembra facile da adattare al cinema. E invece il risultato finale è molto visivo e dinamico.
In questo caso il libro non è per niente cinematografico. L'80% della storia si svolge in un letto d'ospedale. E' pieno di monologhi interiori e bisognava trasformarli in metafore visive e anche in dialoghi. Per questo i personaggi secondari, che nel libro non sono molto sviluppati, dovevano essere molto più profondi.  

Come è stato il lavoro insieme all'autrice?
Ho sentito una pressione doppia al momento di cominciare il progetto perché il libro era stato un gran successo e perché l'autrice apparteneva alla mia stessa generazione. Non conoscevo Charlotte personalmente, ma conoscevo i suoi lavori in televisione e i suoi romanzi. Quando ci siamo incontrati la prima volta mi ha specificato che non aveva intenzione di partecipare al processo di creazione della pellicola e mi ha dato libertà totale di movimento. 

In Combat Girls ritraeva l'estrema destra della Germania ovest. Ora adatta uno dei romanzi più controversi della letteratura tedesca recente. Sembra che si senta a suo agio con temi che mettono a disagio. Perché?
Sì, è vero. Il processo di produzione di un film è molto complicato e impegna tanti anni della tua vita, perciò hai bisogno di trovare qualcosa che mantenga il tuo interesse e uno stato di allerta. Per me è così se devo fare attenzione al tono dei temi che tratto, che possono diventare molto controversi se non affrontati in modo adeguato. 

E' il suo secondo film e ha scelto nuovamente un ritratto femminile. Perché ha bisogno di mostrare l'universo delle donne?
Ci sono scuole di cinema in cui vi è parità tra studenti uomini e donne. Anche così, continuano ad esserci molti più registi che registe. Mentre continuano ad avere meno opportunità di lavorare in questa professione, non mi dispiace raccontare storie femminili nel mio cinema.  

(Tradotto dallo spagnolo)

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