Jupiter's Moon (2017)
120 battements par minute (2017)
Makala (2017)
A Ciambra (2017)
In the Fade (2017)
Jeune femme (2017)
Happy End (2017)
precedente
seguente
Scegli la lingua en | es | fr | it

"Il cinema non è più settima arte, ha smesso di esserlo con l'arrivo del sonoro"

email print share on facebook share on twitter share on google+

Pietro Marcello ­• Regista

di 

- LOCARNO 2015: Pietro Marcello mostra in Bella e perduta, presentato in concorso a Locarno, l'altra faccia del cinema italiano, sempre più sulla cresta dell'onda

Pietro Marcello  ­• Regista

Tommaso è un umile pastore che ha trascorso parte della sua vita a badare a un palazzo abbandonato e in rovina nella regione italiana della Campania. Dopo la sua morte, emerge dalle profondità del Vesuvio il servo Pulcinella per soddisfare le ultime volontà di Tommaso: deve prendersi cura di un bufalo. Il servo e l'animale iniziano un viaggio verso nord attraverso un paese bello e perduto. In questo modo il regista Pietro Marcello costruisce Bella e perduta [+leggi anche:
recensione
trailer
film focus
intervista: Pietro Marcello ­
scheda film
]
, una favola contemporanea autoprodotta tramite L'avventurosa, società indipendente che condivide con Gianfranco Rosi (Sacro GRA [+leggi anche:
recensione
trailer
film focus
intervista: Gianfranco Rosi
festival scope
scheda film
]
). In questi giorni è in competizione per il Pardo d'Oro di Locarno.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Cineuropa: Cosa succede all'Italia per aver abbandonato in questo modo il suo Sud?
Pietro Marcello: È un problema che deriva dall'inizio dell'unificazione italiana e che non si risolve. Il Sud, a differenza del Nord, vive una situazione sociale che rivela problemi nel Paese molto più complessi e profondi di una semplice questione di ricchezza economica. Qualcosa di cui Pasolini già parlava in Comizi d'amore (1971). 

È difficile risolvere questi problemi quando, come con il palazzo o il bufalo del film, nessuno vuole occuparsi di ciò che non è produttivo.
Il mondo contemporaneo ci ha portato a questo. In passato il valore degli animali veniva riconosciuto perché erano uno strumento di lavoro e, paradossalmente, erano anche più rispettati di oggi. Il bufalo non è utile perché non produce latte e con i processi di inseminazione artificiale è poco necessario nel mondo industriale. 

In un modo molto diverso, le sorelle Rohrwacher hanno cercato di attirare l'attenzione su questo problema l'anno scorso con Le Meraviglie [+leggi anche:
recensione
trailer
film focus
intervista: Alice Rohrwacher
intervista: Tiziana Soudani
scheda film
]
.
Conosco bene Alice Rohrwacher perché viene dalla Campania come me. Condividiamo anche una sensibilità simile e il rispetto per le stesse cose. Il suo successo è un'eccezione nell'attuale cinema italiano. 

Sebbene negli ultimi anni si parli sempre più di cinema italiano, è vero che il più acclamato è quello collegato alle stelle del cinema.
Da quando ho fatto La bocca del lupo [+leggi anche:
recensione
trailer
film focus
intervista: Pietro Marcello
scheda film
]
nel 2009 non sono potuto tornare a girare un lungometraggio. Questo significa che non è facile trovare produttori per film che non hanno star (quelli di Sorrentino, Garrone...). Non mi interessa affatto il cinema commerciale e preferisco fare meno soldi ed avere maggior controllo delle mie storie. Bella e perduta è stato prodotto tramite L'avventurosa Films, che è una società indipendente ed autosufficiente. 

I suoi film precedenti si possono vedere gratuitamente online.
Il mio mito è il cinema sovietico, che si concentra sul lavoro e non si preoccupa di generare profitti. Mi affascina l'idea del cinema come cultura aperta, didattica, formativa e sociale; ciò che la televisione dovrebbe essere e non è. Il cinema non è più la settima arte. Una volta arrivato il sonoro, ha smesso di esserlo per diventare intrattenimento. 

Ha girato un cortometraggio dedicato a Marco Bellocchio, il quale sarà premiato in questi giorni a Locarno per la sua carriera. Cos'ha imparato lavorando sulla sua figura?
Sono più per il Neorealismo italiano e il primo Pasolini. Bellocchio è un grande regista, ma lavora più con il cervello che con il cuore.

(Tradotto dallo spagnolo)

Leggi anche

Newsletter

Producers on the Move

Follow us on

facebook twitter rss

Swiss Films Cannes