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“Realizza ogni tuo film come se fosse l’ultimo”

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Johannes Naber • Regista

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Johannes Naber • Regista

Johannes Naber ha una ricetta per il successo: è una persona con un pensiero politico e un regista con qualcosa da dire. Formula una teoria, pone domande intelligenti e apre gli occhi alle persone. Non esistono opinioni o idee troppo folli da non poter diventare un buon film, basta che ci sia un’idea intelligente dietro.

Ho incontrato Naber per la prima volta alla Berlinale 2011, alla presentazione, nell’ambito del Perspektive Deutsches Kino, del vincitore del Max Ophüls Prize che lui aveva conquistato con il suo film d’esordio The Albanian [+leggi anche:
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. Era sicuro di sé quando parlava con il pubblico e incredibilmente ben vestito per essere un giovane regista. Il suo film era stato accolto con grande entusiasmo dai frequentatori dei fesival di tutto il mondo, aveva vinto il Premio speciale della giuria a Mosca e ottenuuto un gran successo al botteghino in Albania. Da un giorno all’altro, il nome di Johannes Naber si era aggiunto alla lista delle “persone da tenere d’occhio”.

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Johannes Naber si è formato alla Filmakademie Baden-Württemberg, inizialmente nel corso per sceneggiatori, approdando poi alla regia di documentari, e si è diplomato nel 1999 con il film di 60 minuti, Popstar. In questo film su una band al femminile e una cantautrice di Amburgo, tutto gira intorno alla questione dei compromessi che devono essere accettati se si desidera diventare un artista di successo, un lusso che non tutti possono permettersi. Per fare in modo di essere tra questi, Johannes Naber ha lavorato come tecnico delle luci per altri progetti (ad esempio Jack [+leggi anche:
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 di Edward Berger o The Culpable [+leggi anche:
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 di Gerd Schneider) procurandosi così una stabilità economica che gli ha permesso più libertà nel suo lavoro di regista.

“Lo scopo è in realtà l’anticonformismo” afferma Naber con il suo sorrisetto, e mi racconta di come una volta Laurens Straub gli abbia detto che era riuscito nel suo intento; ma a quell’epoca stava facendo solo film che non ottenevano consenso. E’ questo che apprezza Naber, per lui è la cosa più importante.

Quando con la sorella Milena Maitz, produttore e amministratore delegato della studio.tv.film, iniziarono a lavorare alla sua seconda opera, Age of Cannibals [+leggi anche:
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, pensarono che quel film di certo non avrebbe avuto successo. E invece le cose andarono diversamente e, senza esagerare, la gente ha pensato che fosse fantastico. Alla cerimonia di premiazione dei German Film Award 2015, la storia grottesca di due consulenti aziendali ha strappato il Lola di bronzo nella categoria Best Feature Film e Stefan Weigl ha ricevuto un Lola per la Mogliore sceneggiatura.

Riguardo alla citazione di Fassbinder, Naber usa l’etichetta “film, non bombe” per i suoi primi film, ma non la utilizza più allo stesso modo, oggi. “Per ottenere il massimo risultato (...) devi lasciare il segno nei contenuti, non nella forma o in una definizione”, afferma, riassumendo il suo punto di vista. Una cosa è certa, segue sempre il motto: “Realizza ogni tuo film come se fosse l’ultimo”.

A questo scopo, Johannes Naber stringe alleanze su misura, ricreandone di nuove per ogni progetto all’orizzonte, piuttosto che ricorrerre a quelle già consolidate. L’idea di una macchina, azionata sempre dalle stesse persone, che ci mettono dentro soldi e idee e ne tirano fuori buoni film, non fa per lui. “Rispetto questo sistema di produzione, ma non è il giusto approccio per me. Io ho bisogno di costruire una nuova macchina per ogni nuovo progetto. E’ un’abitudine che mi porto dietro da tempo.”

E ora annunciamo con entusiasmo la nuova fatica di Naber, Heart of Stone [+leggi anche:
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, con Frederick Lau e Henriette Confurius nei ruoli principali – una favola per adulti, una romantica storia d’amore. Naber stesso la descrive come “un misto tra un film su una favola russa e Game of Thrones, un lavoro ricco, non una composta favoletta tedesca, non realismo storico, ma cinema di genere e cliché, con un messaggio anti-materialistico, cinema dallo standard elevato.” Questo è il terzo film di Naber e il terzo che ci parla del denaro e dei suoi effetti negativi sulle persone. E’ evidentemente un tema caro al regista, quello dei soldi come eccesso e come con esso si insinui il male nel mondo. Heart of Stone uscirà nei cinema tedeschi in autunno. 

(Tradotto dall'inglese)

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