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Paul Pauwels • Direttore, European Documentary Network

"Una buona storia è una buona storia, che sia raccontata in forma fattuale o come finzione"

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- Il direttore dell’European Documentary Network, Paul Pauwels, ci parla dell’organizzazione e della sua nuova iniziativa “Media & Society”

Paul Pauwels • Direttore, European Documentary Network

Attualmente in pieno svolgimento, l’iniziativa Media & Society: European Documentary in a Changing Media Landscape vede l’European Documentary Network (EDN) invitare tutti i professionisti che lavorano nel documentario o settori affini a dare la loro opinione sulla situazione attuale della professione, per sostenere e aiutare a sviluppare il settore del documentario europeo. Il direttore dell’EDN Paul Pauwels ci ha fornito maggiori informazioni su questo.

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Cineuropa: Cosa ha spinto EDN ad avviare l’iniziativa Media & Society?
Paul Pauwels:
 Per 20 anni, EDN ha supportato il settore del documentario europeo e oserei dire che l’abbiamo fatto con successo. Tuttavia, la tecnologia digitale ha permesso di far entrare nuovi competitori all’interno del mercato, cambiando, in questo modo, le strutture di potere all’interno dell’ambiente mediatico. Il risultato è che il modello delle “vecchie” industrie è stato totalmente modificato, il modello che per decenni ha permesso ai produttori di documentari indipendenti e ai registi di contribuire in maniera significativa al panorama dei media europei. Abbiamo notato sempre più che il modello che in passato funzionava bene, adesso è in discussione e la posizione di documentari creativi e indipendenti è sotto pressione. È ciò che sta accadendo in un’epoca in cui l’influenza dei media sui pensieri, valori e comportamenti del pubblico è forte più che mai. Stiamo vivendo un cambiamento paradigmatico che ci obbliga a riflettere su come proteggere la posizione dei documentari indipendenti in una società globalizzata e mediatica. EDN non è indifferente a questa sfida; inoltre abbiamo anche pensato ai bisogni della nostra comunità e a come possiamo soddisfarli al meglio. Siamo convinti che possiamo proteggere con successo gli interessi della comunità del documentario indipendente europeo se disponiamo di dati e cifre accurati, qualcosa che la nostra comunità non ha mai saputo fornire. Fare il punto della situazione attuale dell’ambiente del documentario europeo e prepararci a difendere la sua posizione nel paesaggio audiovisivo europeo sono gli elementi che ci hanno fatto lanciare Media & Society.

Quali sono gli obiettivi principali dell’iniziativa?
Abbiamo bisogno di trasparenza e di dati di settore solidi. Attraverso inchieste e raccolta d’informazioni, seguite da un’analisi e da fasi di discussione che porteranno a formulare conclusioni, raccomandazioni e proposte di strategia in un Documento di Strategia (Libro Bianco) che sarà sottoposto ai responsabili di decisioni e strategie a livello europeo; speriamo di contribuire allo sviluppo di una strategia dei media europei che venga attuata anche a livello nazionale e consideri l’importanza che il settore del documentario indipendente ha nell’informare, sensibilizzare, interessare e (sì, perché no) educare il pubblico. Sostenere lo sviluppo di una politica che contribuisca a un aperto e sano sviluppo, finanziamento, produzione, trasmissione e sistema di distribuzione che avranno un impatto positivo sulla società di riferimento, ed essere un elemento chiave nel migliorare il settore della produzione indipendente europea e nel permettere il suo sviluppo all’interno di un’industria sostenibile in cui successo economico e culturale vadano di pari passo con l’importanza sociale.

Il settore del film documentario è stato sempre in svantaggio rispetto a quello di finzione? Adesso è tutto passato?
Penso proprio di sì. Il confine tra finzione e documentario sta diventando sempre più sottile. Gli ibridi sono in aumento e la tecnologia digitale sta cambiando le regole della narrazione, produzione e distribuzione in entrambi i generi. Molti film di finzione usano le tecniche e gli stili del documentario, e molte produzioni di documentari si avvicinano a quelle di finzione. Vorremmo fermare la competizione tra i due generi e unire le forze per creare una produzione europea che abbia il potenziale per arrivare al pubblico e viaggiare a livello internazionale. Una buona storia è una buona storia, che sia raccontata in forma fattuale o come finzione. In passato il mondo del documentario è stato molto passivo nel difendere i propri interessi e nel convincere il pubblico che i contenuti possono essere forti e interessanti come quelli di finzione. Una nuova generazione di registi l’ha capito e di fatto è uno sviluppo artistico davvero promettente, visto che il pubblico è pronto per nuove strade.

Quali sono gli eventi imperdibili che un professionista del settore dovrebbe seguire a livello europeo per rimanere connesso con l’industria?
Wow! Che domanda! Quando vedrò la risposta pubblicata, dirò: “Come potrei dimenticare certi eventi!”. Posso dire che andare ai festival è sempre una cosa positiva. Ovviamente si pensa all’IDFACPH:DOXSheffield Doc/festDok Leipzig ma anche al JihlavaSaloniccoVisions du Réel, Doclisboa e molti altri dove vale la pena andare. Vedere il lavoro dei propri colleghi e poter parlare con loro è davvero una fonte di ispirazione. Secondo me bisogna visitare gli eventi industry. Molti festival combinano le loro proiezioni con un evento di mercato o le sessioni di pitching, ma gli eventi più mirati per il settore sono DocSalon (Festival internazionale del cinema di Berlino), Sunny Side of the Doc (La Rochelle) e il Doc Corner durante il Marché du Film di Cannes, che forniscono eccellenti approfondimenti e opportunità del settore.

(Tradotto dall'inglese di Francesca Miriam Chiara Leonardi)

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