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Terraferma

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- Legge del mare contro la legge di Stato. Una famiglia di pescatori si confronta con l'immigrazione clandestina. Premio speciale della giuria a Venezia.

Terraferma

Emanuele Crialese, regista di origine siciliana “emigrato” nel 1991 negli USA per studiare alla New York University, ha una filmografia legata ad una poetica dei confini: con l'esordio Once we were Strangers (passato al Sundance nel 2007), Respiro [+leggi anche:
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, vincitore della Settimana della Critica a Cannes nel 2002, e Nuovomondo [+leggi anche:
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, Leone d'Argento Rivelazione a Venezia nel 2006.

I temi dell'altrove, dell'isola come limite e come approdo, della contaminazione come sviluppo, si ritrovano in Terraferma [+leggi anche:
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, applaudito dalla stampa che segue i film in concorso della Mostra del Cinema di Venezia.

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Terraferma, girato interamente sull'isola di Linosa, dove Crialese veva già ambientato Respiro, racconta la storia di una famiglia di pescatori travolta dallo sbarco di un gruppo di immigrati. Nonostante il riferimento cronachistico agli approdi clandestini sulle coste italiane possa apparire come un limite del film, Crialese ha voluto metaforizzare il racconto, per fare un film sulla libertà di andare altrove come espressione dello sviluppo della nostra civiltà.

Esattamente come la donna fuggita dalla fame in Etiopia e dalle prigioni libiche (interpretata Timnit T., una vera profuga che ora vive nei Paesi Bassi), anche la giovane vedova Giulietta (Donatella Finocchiaro) vuole infatti fuggire dall'isola per una nuova vita, portando con se il figlio ventenne Filippo (Filippo Pucillo, al suo terzo film con Crialese).

Con i colori dominanti del blu e del bruno della pelle degli isolani e dei migranti, Crialese punteggia il film di immagini paradigmatiche che sfiorano il manierismo ma si dimostrano forti e toccanti: le reti da pesca che affondano nelle profondità di quel mare che sappiamo costellato di cadaveri di uomini e donne che hanno sperato in un futuro, i grandi occhi delle due donne che si affrontano e si sfidano, la comunità dei pescatori che si riunisce per dire no a uno Stato che vuole proibirgli di salvare la gente in mare, contravvenendo al codice del mare, il peschereccio in balìa del mare, in cerca della terraferma.

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