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MERCATO Francia/Spagna/Italia

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A Riccione i "Mercati a confronto"

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- Rappresentanti di distributori ed esercenti dei tre paesi hanno discusso in un forum organizzato dalla rivista Box Office durante le giornate professionali Ciné in corso a Riccione

A Riccione i "Mercati a confronto"

"Distributori ed esercenti, non fate come da noi in Spagna, non aspettate di essere davvero nei guai per mettervi d'accordo". Jaime Tarrazón Rodón ha usato una battuta un po' amara per concludere il suo intervento al convegno “Mercati a confronto – Italia, Francia, Spagna”, organizzato dalla rivista di settore Box Office durante le Giornate professionali Ciné in corso a Riccione. Delegato internazionale della Federazione degli esercenti cinematografici spagnoli (Fece), Tarrazón ha descritto assieme a Estela Artacho Garcia-Moreno di Fedicine (Federazione dei distributori spagnoli) un mercato in difficoltà. "Colpa della pirateria e dell'IVA, aumentata nel 2012 dall'8 al 21 per cento. Oggi le sale in Spagna stanno chiudendo, non solo le monosale ma anche i multiplex". 

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Dai 140 milioni di spettatori all’inizio degli anni 2000, nel 2013 il mercato è sceso sotto i 77 milioni di spettatori. Segnali positivi sono alcuni titoli nazionali che funzionano, come Ocho apellidos vascos [+leggi anche:
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che quest'anno ha incassato oltre 50 milioni di euro; una crescita del 565% nella digitalizzazione delle sale negli ultimi anni; una stagione estiva che funziona benissimo e una Festa del Cinema con i biglietti a prezzo ridotto, che ha compiuto un vero balzo in avanti, tanto da essere raddoppiata quest'anno con un secondo appuntamento a ottobre. 

In Francia la festa del cinema esiste ormai da trent'anni, in un'industria giudicata tra le più virtuose, come ha raccontato a Riccione Renaud Laville, delegato generale Afcae, Association française des cinémas d'art et d'essai. Con il doppio delle presenze e degli incassi dell’Italia, il mercato d'oltralpe è in crescita quest'anno del 16%, dopo un 2013 difficile in cui le presenze sono scese per la prima volta dopo diversi anni sotto i 200 milioni. 

"Riguardo ai film d'autore, la frequenza è stabile nel tempo, con 50 milioni di ingressi all'anno,  un quarto del totale", ha spiegato Laville, ricordando la battaglia dell'intera industria francese in difesa del principio dell’eccezione culturale e l’impegno degli esercenti per l’abbassamento dell’Iva sui biglietti, che era stata fissata al 10% e poi portata al 5% come per tutti gli altri beni culturali. "Questo ha permesso anche una ripresa del consumo di film”. Anche l’Afcae, che conta 915 membri per 1.080 cinema e 2.040 schermi, organizza un festival a fine gennaio in cui vengono riproposti i migliori film d’essai della passata stagione. "Quest’anno ha ottenuto oltre 280mila spettatori e si è rivelata un’iniziativa di sempre maggior successo”.

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