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BERLINO 2015 Fuori concorso

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13 Minutes: un uomo diventato famoso per quello che non ha fatto

di 

- BERLINO 2015: Oliver Hirschbiegel continua a esplorare gli aspetti meno conosciuti della Storia del suo paese attraverso la vicenda di Elser, che voleva uccidere Hitler

13 Minutes: un uomo diventato famoso per quello che non ha fatto
Christian Friedel (al centro) in 13 Minutes

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di Oliver Hirschbiegel, proiettato fuori concorso a Berlino, si presenta come un film sui "13 minuti che avrebbero potuto cambiare la Storia", giacché il suo personaggio principale, Georg Elser (Christian Friedel, il poeta di Amour fou [+leggi anche:
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di Jessica Hausner), è quel semplice artigiano tedesco che organizzò un attentato contro Hitler nel 1938, a Monaco, ma mancò il suo bersaglio per soli 13 minuti, essendo il programma del Führer cambiato di poco quel giorno. Hirschbiegel, noto sulla scena internazionale per La caduta [+leggi anche:
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(2004), sugli ultimi giorni di Hitler nel suo bunker, continua qui, come nella maggior parte dei suoi film, a indagare su una delle figure più spregevoli che la Storia abbia mai conosciuto, e lo fa nuovamente da quell’angolo che gli è proprio, entrando nel grande racconto storico da una piccola porta.  

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Il regista riprende anche il meccanismo di far raccontare la storia a un narratore e testimone dei fatti, che qui è reso ancora più ingegnoso in quanto si tratta di Elser stesso nel corso di un lungo interrogatorio durante il quale non pronuncia una parola. Nonostante questo silenzio mantenuto davanti agli agenti del Terzo Reich, è proprio il suo punto di vista che viene adottato percorrendo la sua storia e il suo passato, fino al momento in cui, solo e tremante come una foglia, piazzò una bomba nel luogo in cui Hitler avrebbe dovuto essere.

Scopriamo attraverso dei flashback un Georg Elser piuttosto "rosso" (sebbene i suoi legami con i comunisti e il coinvolgimento di questi nel suo atto restino alquanto vaghi), ma che è innanzitutto un gaudente, un musicista di buon cuore, amante delle donne, di una in particolare che si chiama Elsa... Nei ricordi viene adottato il punto di vista di questo "eroe normale" accusato di un crimine che non è riuscito a commettere, e che ora, dalla sua cella e camera di tortura, abbellisce un po’ forzatamente i bei momenti passati con i suoi amici e la sua compagna, a tal punto che la storia d’amore con quest’ultima va quasi ad offuscare, nel film, l’affascinante storia dell’uomo che avrebbe potuto cambiare tutto, ma che per qualche minuto è rimasto nell’anonimato.

L’interesse del film di Hirschbiegel sta proprio in questa enfasi sul contrasto tra la banalità della storia del protagonista e la dimensione straordinaria di quello che ha tentato di fare, da solo e non guidato da alcuna ideologia, e senza percepire se stesso come quei "combattenti" che Hitler cercava di attirare verso il Reich. Elser era davvero un pacifista convinto che ha avuto il coraggio di assumersi la responsabilità della sua azione e di pagarne il prezzo senza parlare, era un uomo del popolo che desiderava soltanto essere libero, senza grandi dimostrazioni di coraggio e senza costruire intorno a sé un dogma. Era un resistente tedesco.

13 Minutes uscirà in Germania a inizio aprile, in Francia nel mese di settembre, e in molti altri paesi. Le vendite internazionali del film sono gestite da Beta Cinema

(Tradotto dal francese)

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