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Bad Poems al Paris Coproduction Village

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- Il progetto di opera seconda del cineasta ungherese Gábor Reisz è nel programma della piattaforma di sviluppo e finanziamento organizzata a Parigi

Bad Poems al Paris Coproduction Village
Il regista Gábor Reisz

La 2^ edizione del Paris Coproduction Village comincia domani per tre giorni nella capitale francese. Promossa dal Festival del Cinema Europeo di Les Arcs e il Champs-Elysées Festival (4^ edizione dal 10 al 16 giugno 2015), la piattaforma di sviluppo e finanziamento metterà in luce i suoi 14 selezionati (leggi la news) che vanno ad aggiungersi ai sei residenti attuali della Cinéfondation del Festival di Cannes, tra cui spicca l’ungherese Gábor Reisz con il suo progetto di opera seconda Bad Poems (Rossz versek).

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L’opera prima di Gábor Reisz, For Some Inexplicable Reason [+leggi anche:
recensione
trailer
scheda film
]
(leggi la recensione), era stata presentata l’anno scorso a Karlovy Vary, prima di aggiudicarsi varie ricompense in tanti altri festival (in particolare il premio speciale della giuria e il premio del pubblico a Torino) e di conoscere il successo nelle sale del suo paese.

Scritta dal regista, la sceneggiatura di Bad Poems è incentrata su Tamas, giocatore di water polo 23enne, o almeno così si presenterebbe se qualcuno si interessasse a lui. In realtà, è solo un sognatore che si guadagna da vivere come istruttore di nuoto e gioca in terza divisione con alcune vecchie glorie. Un giorno incontra Anna, una donna sposata, di vent’anni di meno, che sconvolgerà la sua vita. In cambio del coinvolgimento di Tamas in una rapina, questa donna nota e influente gli offre la possibilità di partecipare a un test nella squadra nazionale. Una situazione che risveglierà la coscienza del giovane uomo, un uomo banale la cui vita è stata guidata fino ad allora solo dall’idea della vittoria. Ma arriva il momento in cui deve chiedersi se la vita debba riassumersi soltanto in vincitori e perdenti.

Il cineasta, che ha praticato il water polo per 12 anni senza mai vincere nulla, spiega nella sua dichiarazione d’intenti che si è sempre chiesto se dovesse considerare la partita della sua vita come un fallimento oppure no. "A volte, il destino traccia una linea tra vincitori e perdenti con una precisione spaventosa. Ho notato che anche se realizzavo chiaramente quanto tutto fosse relativo, il mio ambiente non era capace di accettare la sconfitta".

Riguardo al personaggio di Tamas, Gábor Reisz sottolinea che vive ancora coi suoi genitori, che hanno avuto un ruolo determinante nella sua decisione di provare a diventare uno sportivo di alto livello e che l’hanno inconsciamente tenuto sotto pressione. "La tragedia del personaggio è talmente evidente che è importante raccontare la storia in modo umoristico, e il film oscillerà tra il sogno di Tamas e una realtà umiliante, che fa riflettere".

Bad Poems è prodotto da Julia Berkes per Proton Cinema.

(Tradotto dal francese)

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