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TORINO 2015

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The Lady in The Van: Maggie Smith nei panni di una reietta

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- Il nuovo film di Nicholas Hytner è stato presentato al 33° Torino Film Festival, nella sezione Festa Mobile

The Lady in The Van: Maggie Smith nei panni di una reietta
Maggie Smith in una scena del film

Cos'avrà da aggiungere l'ennesima commedia inglese con protagonista uno scrittore omosessuale che vive a Londra? Con questa domanda, e con la risposta, si esce dalla sala del Cinema Classico nella seconda giornata del Torino Film Festival, dopo la visione di The Lady in the Van [+leggi anche:
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]
(sezione Festa Mobile).

Nonostante l'ottima messa in scena e una sempre splendida Maggie Smith a fare la parte della reietta (ce ne fossero di vecchiette così), il nuovo film di Nicholas Hytner non convince del tutto. La pellicola soffre degli stessi difetti che cerca di mettere alla berlina, una consueta pellicola a sfottere la consuetudine.

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Tratto dall'omonima opera teatrale scritta da Alan Bennett nel 1999, il testo funziona a teatro ma si ha l'impressione che non regga alla prova del grande schermo nonostante i presupposti per la commedia brillante ci siano tutti: una certa presa in giro del tanto caro vicinato inglese, la scissione interiore dello scrittore, con entrambe le parti in scena, la fuga impossibile dall'invadenza della madre. Eppure i topoi non aiutano il regista, anzi lo imbrigliano, una gabbia da cui non riesce a liberarsi come il protagonista non riesce a liberarsi della signora nel furgone.

La storia in breve: una vecchia signora, fervente cattolica e fan di Margaret Tatcher, decide di installarsi col suo furgone maleodorante e carico di sporcizia di fronte a casa di uno scrittore. Ci starà per 15 anni. Ovviamente i due finiranno per fare amicizia e solo alla morte dell'ospite indesiderata l'autore scoprirà che in realtà la povera donna ha un passato da pianista, divenuto passato perché ha preso voti da suora, e che lotta con un senso di colpa in cui la colpa non c'è.

Compassione e carità sono i sentimenti che muovono il protagonista, e anche il giudizio di chi scrive. Insomma, un film dalla noia facile coi dialoghi il più delle volte banali se non fosse per Maggie Smith, un'attrice immensa in grado di mantenere la stessa giusta dose di cinismo sia nei panni della nobile (vedi Downton Abbey) sia nei panni della barbona: l'unico valido motivo per andare a vedere il film.

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