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Ungiven: le stagioni della memoria

di 

- Il croato Branko Schmidt presenta una storia struggente su una coppia di anziani confrontati con la routine, i valori patriarcali e l’avanzata inarrestabile della demenza

Ungiven: le stagioni della memoria
Ivo Gregurević e Nada Đurevska in Ungiven

La 15ª edizione del Festival del Cinema Mediterraneo di Bruxelles prosegue nella capitale belga (dal 4 all’11 dicembre), presentando una grande selezione di lungometraggi di vari paesi mediterranei. Nella competizione ufficiale troviamo Ungiven [+leggi anche:
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, l’ultimo film del regista croato Branko Schmidt, che ha ricevuto due premi al Pula Film Festival 2015 – miglior sceneggiatura e miglior montaggio (leggi la news) – oltre al premio della Giuria Ecumenica a Cottbus (leggi la news). Il film parla di una coppia di anziani che torna a casa dopo un periodo di esilio durante la guerra, ed è prodotto da Goran Radman per Hrvatska radiotelevizija (HRT).

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Kata e Slavko (nelle incredibili interpretazioni di Nada Đurevska e Ivo Gregurević) tornano nel loro villaggio in Croazia dopo diversi anni di conflitto armato nel paese, e scoprono che la loro vecchia fattoria è stata distrutta durante la guerra. Determinati a installarcisi di nuovo e cominciare una nuova vita, i due sposi iniziano a restaurare il posto, ma la casa non è l’unica cosa che è venuta giù durante questo tempo; anche la loro relazione è in decadenza a causa del temperamento aggressivo di Slavko e la tendenza a dimenticare di Kata, che va sempre più accentuandosi, provocando l’ira di suo marito. Il film ci mostra le interazioni quotidiane della coppia, così come le sue attività routinarie (preparare il caffè, prendere l’acqua, riparare la cascina…) nel corso delle quattro stagioni dell’anno, che diventano i capitoli di un processo inesorabile: ogni giorno, lei sembra più assente e depressa, mentre lui diventa estremamente irritabile e crudele. A causa della sua testardaggine, Slavko non capisce che sua moglie, in realtà, è affetta da una malattia, e solo alla fine del film si rende conto che i suoi continui errori sono dovuti alla demenza. A questo punto, comincia ad avere gesti amabili e compassionevoli verso Kata, cambiando il suo atteggiamento e dando prova del suo amore per lei, cosa che fino ad allora era stata impercettibile.

Sebbene la trama del film sia estremamente semplice, e la sua narrativa si basi principalmente sulla reiterazione, Ungiven offre un altro ritratto commovente del problema della demenza e di come essa si sviluppi nella routine estenuante e le dinamiche di una coppia in età avanzata. Il titolo originale dell’opera, Imena Visnje (lett. il nome delle ciliegie), fa riferimento al desiderio di Kata di piantare un albero di ciliegie nel giardino, per poter preparare dolci per i suoi nipoti. Questo porta Slavko a prendere una decisione molto significativa nella sua evoluzione personale – nonostante l’abbia rifiutata in precedenza – e fornisce una conclusione emotiva al racconto: si converte nell’atto d’amore definitivo, una specie di redenzione tardiva quando lei non è più in grado nemmeno di ricordarsi dei suoi figli. Ungiven è soprattutto una riflessione cinematografica sul tempo, la memoria e la perdita, che intende rappresentare le tragiche conseguenze dei valori patriarcali, così come la mancanza di empatia e comprensione verso i nostri cari. 

(Tradotto dall'inglese)

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