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CANNES 2016 Un Certain Regard

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The Red Turtle: una bella "robinsoneide"

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- CANNES 2016: Il regista anglo-olandese Michael Dudok de Wit racconta la vita semplice di un uomo solo in mezzo al mare, con la Natura come compagna

The Red Turtle: una bella "robinsoneide"

Lo zampino dello studio Ghibli è più che riconoscibile in The Red Turtle [+leggi anche:
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del regista anglo-olandese Michael Dudok de Wit, co-sceneggiato con Pascale Ferran, eppure è una co-produzione maggioritaria francese. In molti modi, questo primo lungometraggio euro-giapponese è un'opera piuttosto singolare: come ha sottolineato Thierry Frémaux presentando la grande squadra che l'ha resa possibile, sul palco della Salle Debussy del Festival di Cannes, è raro che la kermesse cinematografica accolga film d'animazione, specie nella sezione Un Certain Regard.

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Sebbene il titolo del film non lo suggerisca, The Red Turtle è dominato dalle tonalità del blu del vasto mare che vediamo nei primi momenti, mentre sbatte con le sue onde furiose, in cui scorgiamo una figura umana cioè quella del personaggio principale del film, che finirà per ritrovarsi sulla spiaggia di un'isola coperta di vegetazione lussureggiante. Assistiamo poi agli sforzi disperati di questo Robinson solitario mentre costruisce una zattera con i mezzi a disposizione, e alla crescente difficoltà di affrontare la sua solitudine, con la sola compagnia dei piccoli granchi che lo circondano. È in una tartaruga gigante, unico oggetto rosso del film, ma sempre senza dialogo, che troverà un'amica con cui costruirsi una vita idilliaca ma soggetta agli elementi, alla natura maestosa, che è in ultima analisi l'altra grande protagonista del film e alla quale quest'ultimo rende omaggio giustapponendovi l'essere umano, fragile, che la abita per poco, ma al quale la natura sopravvive - con i suoi animali, la sua vegetazione rinnovata senza posa e le sue immense onde, che i pittori e i disegnatori giapponesi hanno sempre ben rappresentato.

The Red Turtle è stato prodotto da Wild Bunch (che vende il film a livello internazionale), Why Not Productions, Arte France Cinéma, Prima Linea Productions, CN4 Productions, i giapponesi dello Studio Ghibli e i belgi di Belvision, con i pre-acquisti di Canal+ e Ciné+, e il sostegno in particolare di Eurimages, della fondazione Gan, della regione Poitou-Charentes e di Wallimage.

(Tradotto dal francese)

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