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ROTTERDAM 2017

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A casa nostra: "Tutti i nostri candidati sono irreprensibili"

di 

- Lucas Belvaux firma un film incentrato sulle manovre pre-elettorali di un partito di estrema destra in cerca di esponenti presentabili

A casa nostra: "Tutti i nostri candidati sono irreprensibili"
Charlotte Talpaert, Catherine Jacob, Cyril Descours e Emilie Dequenne in A casa nostra

Siamo in una piccola città del Nord della Francia, apparentemente tranquilla, dove le strade di sera diventano deserte e la natura riprende il sopravvento non appena superate le ultime abitazioni, ma anche dove la Storia ha lasciato la sua impronta bellica con le granate che ancora spuntano fuori dai campi arati. E come in tutte le città, si preparano le elezioni municipali che riecheggiano le sfide nazionali ed europee. E’ proprio alle manovre tattiche del populismo di estrema destra che guarda Lucas Belvaux con la produzione franco-belga A casa nostra [+leggi anche:
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film focus
intervista: Lucas Belvaux
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, presentata in prima mondiale nella sezione Voices del 46° Festival di Rotterdam.

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Il cineasta, che non ha mai nascosto le sue simpatie politiche (come il personaggio di attivista rivoluzionario proletario di Cavale [+leggi anche:
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nel 2003), mostra chiara la sua volontà di smascherare nel suo nuovo film la strategia estetica operata in Francia dal Front National (che ha già gridato al lupo dopo la messa in circolazione del trailer) a caccia di volti nuovi, lontani dalle brutali pratiche e ideologie della frangia più oscura dei suoi simpatizzanti, che ora si cerca di occultare sotto il tappeto. Il regista ha collaborato per l’occasione alla sceneggiatura con Jérôme Leroy il cui agghiacciante poliziesco Le Bloc descrive la scalata al potere in Francia di Agnès Dorgelle, presentata nel romanzo come "la figlia del Capo", "l'erede presentabile del Blocco patriottico". Questo personaggio lo ritroviamo in A casa nostra, incarnato da Catherine Jacob, a capo del Rassemblement National Populaire, che durante la campagna elettorale tenta e riesce (tramite l’ottimo André Dussollier nel ruolo di un medico e noto manipolatore locale) a convincere Pauline (Emilie Dequenne), un’infermiera liberale "che tutti amano", a presentarsi alle municipali, in una città che il partito ha scelto come obiettivo simbolico nazionale. Ma attraverso la sua storia d’amore con Stanko (Guillaume Gouix), la giovane donna scoprirà poco a poco i legami inquietanti dei suoi padrini politici con i paramilitari del Blocco e tutti i meccanismi di marketing dietro al suo ruolo di "testa di legno" ("mai termini razzisti, dica ‘gentaglia’ e tutti capiranno").

Sfruttando la sua grande facilità nel dipingere con precisione gli ambienti popolari senza mai giudicare i suoi personaggi, Lucas Belvaux firma un film impegnato sui pericoli del potere seduttivo e ingannevole dell’estrema destra in un territorio in stato di abbandono economico e sociale. Un ritratto messo in scena con maestria in cui brilla Emilie Dequenne, ma che non manca in sceneggiatura di qualche scorciatoia semplicistica, essendo l’urgenza del messaggio da trasmettere prima delle elezioni francesi della primavera 2017 l’evidente priorità del regista.

Prodotto dalla società parigina Synecdoche e dai belgi di Artemis Productions, A casa nostra sarà lanciato il 22 febbraio nelle sale francesi da Le Pacte che guida anche le vendite internazionali.

(Tradotto dal francese)

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