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BERLINO 2017 Forum

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Animals, una fiaba surrealista tra poesia e terrore

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- BERLINO 2017: Greg Zglinski presenta in prima mondiale nella sezione Forum della Berlinale un film esigente e lisergico che ci fa sperimentare la realtà differentemente

Animals, una fiaba surrealista tra poesia e terrore
Birgit Minichmayr e Philipp Hochmair in Animals

Più di dieci anni dopo aver letto per la prima volta (ed esserne rimasto stregato) lo script di quello che sarebbe dovuto essere l’ultimo film di Jörg Kalt (che morì pochi mesi dopo), il regista polacco basato in Svizzera Greg Zglinski decide di portarlo sullo schermo. Ad accogliere Animals [+leggi anche:
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, gioiellino che nasce dalla mente di due brillanti registi che condividono la passione per i misteri della psiche umana, è il Festival di Berlino.

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Animals è tanto semplice da riassumere quanto complesso. Se la trama “principale” si concentra sul viaggio di una coppia da Vienna fino alle Alpi svizzere alla ricerca di un terreno neutro sul quale ritrovarsi, questa sembra sin dall’inizio diramarsi all’infinito, come una piovra ammaliatrice. Greg Zglinski dissemina il suo racconto di tanti piccoli indizi che fanno slittare il racconto verso dimensioni parallele portatrici di ulteriori intriganti significati. Animals si trasforma così in una gigantesca caccia al tesoro la cui ricompensa non è nient’altro che la comprensione (utopica) della realtà stessa, oltre il mondo sensibile, oltre le possibilità della mente umana. 

Se il film racconta indubbiamente una storia che potremmo definire come universale: quella fra un uomo e una donna incapaci di avvicinarsi, imprigionati ognuno nella propria verità sul mondo e sull’amore, questa si trasforma pian piano in sogno (o incubo), entrando così profondamente nelle emozioni dei personaggi da dissolversi facendogli (e facendoci in quanto spettatori) perdere il senso della realtà: dello spazio e del tempo. E se il mondo fosse davvero più vasto di quello che i nostri sensi riescono a percepire? E se l’amore fosse uno stato di grazia che abbatte le frontiere sensibili per farci toccare per un istante l’immensità che ci circonda? 

Ad incarnare i personaggi principali di Animals, un terzetto choc: la bergmaniana Birgit Minichmayr (nel ruolo di Anna, la scrittrice presumibilmente tradita), Philipp Hochmair (aka Nick, il compagno dedito alle scappatelle extraconiugali) e la lynchiana Mona Petri (che interpreta la criptica Mischa/Andrea). Come ingredienti di una ricetta misteriosa, i tre personaggi si mescolano per dare vita a un’intricata ragnatela di realtà parallele nelle quali i loro corpi e le loro voci risuonano come echi lontani, divisi da uno spazio-tempo incerto anche se estremamente sensoriale, reale. Greg Zglinski li mette in scena in maniera quasi coreografica attraverso piani arditi (come l’inquadratura dall’alto a centottanta gradi sulla nuca della presunta amante di Nick che li guarda dalla finestra mentre si allontanano in macchina in direzione della Svizzera) che ricordano i primi film di Dario Argento e che rinchiudono sofisticate chiavi di lettura su una realtà inafferrabile. Ad accompagnare questi piani, come fidati partner di danza, i decori maestosi di Gerald Damowsky che si trasformano nel cappello di un mago dal quale sbucano una serie di misteriose creature, custodi di verità inaccessibili alla mente umana: pesci rossi come la camicia da notte in satin con la quale Andrea si getta dalla finestra, una pecora sacrificale, un uccello che frantuma la finestra dello chalet per schiantarsi contro il muro della cucina, e soprattutto un gatto che parla e che alla fine del film sembra essere il solo capace di distinguere la realtà dalla finzione. Un film che si trasforma in una sublime sinfonia a quattro mani.

Animals è una coproduzione fra Svizzera (Tellfim GmbH), Austria (Coop 99 Filmproduktion) e Polonia (Opus Film) ed è venduto nel mondo da Be For Films.

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