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Per Astoria c’è una luce che non se ne va

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La catena di esercenti di film d’essai svedese Astoria Cinemas è stata salvata dalla bancarotta grazie all’accordo raggiunto, venerdì scorso, con la maggioranza dei suoi 260 creditori, che hanno accettato di cancellare il 75% dei debiti della compagnia.

Astoria, passata all’amministrazione controllata nell’ottobre scorso, dovrà comunque restituire circa 17 milioni di corone svedesi (1.8 milioni di euro) dei suoi 62 milioni di debiti non prioritari (6.6 milioni di euro). Lo Swedish Film Institute, al quale deve la somma maggiore (circa 967.584 euro) in termini di tasse non pagate sui biglietti di sala, è uno dei due creditori che hanno detto no all’accordo, ma che si sono trovati costretti ad accettarlo loro malgrado.

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“Mi dolgo, in prima persona, del fatto che i creditori non possano avere di più e, naturalmente, avrei voluto che le cose andassero diversamente”, ha commentato l’Amministratore delegato e Distributore di film d’essai di Astoria Mattias Nohrborg (Triangel Film). E ha aggiunto: “Allo stesso tempo, però, mi sento sollevato perché l’accordo offre maggiori sicurezze al mio personale, mentre gli spettatori potranno continuare ad avere un’alternativa”.

Astoria ha bisogno ancora di un’iniezione di denaro per rimettersi in sesto, e Nohrborg ha confermato al quotidiano Dagens Nyheter di essere in fase di negoziazioni con nuovi investitori.

Astoria Cinemas è stato creato nel maggio 2005 quando le compagnie di distribuzione Triangel Film e Atlantic si sono unite al produttore S/S Fladen per acquisire la catena di esercenti Sandrew Metronome, che comprendeva 22 cinema e 89 sale in 15 città.

Nell’ottobre scorso, dopo essere passata in amministrazione controllata, la compagnia aveva deciso di chiudere nove dei suoi cinema nelle città più piccole e di venderne tre alla rivale SF Bio, continuando a tenere invece il controllo di sei cinema a Stoccolma, due a Göteborg e uno a Malmö.

(Tradotto dall'inglese)

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