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Jan Švankmajer • Regista

"Mi piace estendere il processo creativo all'improvvisazione il più a lungo possibile"

di 

- Cineuropa ha intervistato il leggendario regista ceco Jan Švankmajer sulla misantropia, la censura e il suo ultimo film, Insect, in anteprima mondiale a Rotterdam

Jan Švankmajer  • Regista
(© CTK)

Leggenda del cinema ceco e animatore influente, Jan Švankmajer, torna al Festival di Rotterdam per presentare la prima mondiale del suo ultimo film, Insect [+leggi anche:
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intervista: Jan Švankmajer
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, che dovrebbe anche essere il suo ultimo lavoro. Una compagnia amatoriale di teatro cerca di mettere in scena uno spettacolo di From the Life of the Insects, come pretesto per “una satira fantastica e spiritosa su teatro, cinema, sogni e tutto ciò rende umani gli esseri umani”. Cineuropa ha parlato con il regista di Insect, della misantropia e della censura derivante dal capitalismo.

Cineuropa: Perché ha deciso di usare l'opera From the life of the Insects dei fratelli Čapek nel suo ultimo film, Insect? Ha anche menzionato Franz Kafka in relazione al film...
Jan Švankmajer: Ho usato il progetto del secondo atto della loro opera, The Predators, per raccontare una storia di attori dilettanti che provano una commedia. Non è un adattamento di From the Life of the Insects. I riferimenti a Franz Kafka riguardano la capacità di afferrare il film in modo fantasioso, contrariamente all'immagine allegorica evocata dai fratelli Čapek. La metamorfosi si verifica nel film quando un attore incarna perfettamente il suo personaggio. Penso che la giovanile misantropia dei fratelli Čapek sia sfruttabile. A quel tempo furono attaccati dai critici per questo, e riscrissero il finale sotto pressione, optando per un finale più ottimista. Gioco sulla loro pochezza nel film.

Lei ha detto che From the Life of the Insects è un'opera misantropica e che la sua sceneggiatura approfondisce questa misantropia. Si collega direttamente all'allegoria degli umani come insetti?
La misantropia è ancora rilevante per l'evoluzione dell'umanità. Il paragone tra umani e insetti non era originale quando i fratelli Čapek scrissero il dramma, temo. Il confronto è abbastanza ovvio. 

Insect è un ibrido tra i generi live action, animazione e film di film.Perché ha deciso di includere il film di un film?
È un film che utilizza aspetti di genere live action, animazione e film di film come mezzo di espressione. Creare una certa totalità sovversiva che dimostra lo stato della civiltà. La forma finale del film prende vita nella sala di montaggio. Mi piace estendere il processo creativo all'improvvisazione il più a lungo possibile. Ho anche scritto la sceneggiatura in modo simile. Allo stesso modo in cui hanno origine i testi automatici, senza razionalità né controllo morale. È solo usando questa tecnica che i grandi artisti evitano la tentazione messianica di rettificare, avvertire, migliorare o coltivare l'umanità. È un no-go. Legga Freud.

Ha detto che la censura durante il regime totalitario cecoslovacco l'ha portata ad essere più creativo e a pensare simbolicamente. Come si sente a lavorare in un regime democratico con la libertà di espressione?
Preferisco vedere la censura come stimolo ad essere creativo, ad esprimere i miei sentimenti e a protestare celatamente, e quindi forse anche nell'immaginario. Comunque molte sceneggiature non sono mai state realizzate. È utile ora. Insect è stato respinto per ragioni ideologiche negli anni '70. Certo, il capitalismo gestisce la censura in modo più debole rispetto allo stalinismo. Non impedisce di fare nulla, di per sé, impedisce solo di ottenere finanziamenti per il proprio progetto. Se guarda la mia filmografia, vedrà che realizziamo solo lungometraggi ogni cinque o sei anni. Non perché siamo artisticamente "impotenti", ma piuttosto perché ci vogliono dai cinque ai sei anni per ottenere finanziamenti per un nuovo progetto. E sta diventando sempre più difficile. La civiltà ha bisogno della cultura di massa per intrattenere le masse prima che vengano rispedite nella linea di produzione. E la pubblicità è necessaria per spingere le persone verso un maggiore consumismo. Se la pubblicità non funzionasse più e le persone smettessero di consumare beni non necessari, la civiltà collasserebbe. E noi non vogliamo che questo accada.

(Tradotto dall'inglese di Veronica Maiolo)

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