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CANNES 2015 Concorso

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Youth: è meglio arrendersi al futuro

di 

- CANNES 2015: Grande interpretazione di Michael Caine e Harvey Keitel nel film del regista premio Oscar caratterizzato da magnifiche inquadrature felliniane

Youth: è meglio arrendersi al futuro
Paul Dano, Harvey Keitel e Michael Caine in Youth

L'amicizia sembra essere il tema centrale di Youth [+leggi anche:
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, il film di Paolo Sorrentino in concorso al Festival di Cannes, caratterizzato dalle magnifiche inquadrature felliniane che distinguono ormai il regista, fotografate da Luca Bigazzi e punteggiate dai brani dello statunitense David Lang. Ma dietro questo sentimento che lega i due grandi protagonisti del film, Michael Caine e Harvey Keitel, appare una percezione del senso della vita e del cinema del regista napoletano, in perfetta continuità con La grande bellezza [+leggi anche:
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, il film dell'Oscar.

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I due amici, il direttore d'orchestra e compositore in pensione interpretato da Michael Caine e il regista ancora in attività Harvey Keitel si ritrovano nella stessa SPA di lusso in Svizzera. Keitel è circondato da un pool di giovani sceneggiatori con cui sta scrivendo il suo film-testamento. Il Maestro è invece preoccupato per sua figlia (e sua assistente) Rachel Weisz, che è stata appena piantata dal marito per una pop-star (Paloma Faith nel ruolo di se stessa) che "a letto ci sa fare meglio". Purtroppo il marito è il figlio dell'amico regista.   

Un po' come nei classici greci, l'incarnazione della Giovinezza è una Miss Universo (Madalina Ghenea) che arriva nell'hotel a sottolineare la decadenza dei corpi dei protagonisti e degli altri ospiti del luogo, che includono tra gli altri Maradona e un monaco buddista. 

Youth si svolge nello Schatzalp Hotel di Davos, in Svizzera, lo stesso citato da Thomas Mann ne "La montagna incantata". Una connotazione letteraria certamente potente che verrà smentita nel film da una delle tante battute del direttore d'orchestra Michael Caine: "Stravinsky una volta mi ha detto che gli intellettuali non hanno gusto. E io ho cercato tutta la vita di non essere un intellettuale". Lo dice alla giovane star del cinema statunitense interpretata da Paul Dano, frustrato perché la gente lo conosce solo per il suo ruolo di Mister Q. in un film di fantascienza in cui appare sempre dentro una corazza (vedi il Michael Keaton di Birdman). Lui invece legge Novalis e lo cita: "Svanito è il desiderio dell'andar lontano, vogliamo tornare a casa del padre".

Preso tutta la vita dalla sua musica, Caine non è stato un buon padre e ha tradito sua moglie, cantante lirica unica interprete della sua composizione più celebre, le "Simple Songs". E proprio ora arriva in quel luogo incantato tra le Alpi un emissario della regina d'Inghilterra che vuole a tutti i costi un concerto a Londra. Il maestro rifiuta, perché non vede un futuro nella sua vita che è stata così ricca e che lui vede alla fine.

La tegola che cade sulla testa del regista Harvey Keitel ha invece l'aspetto di Jane Fonda, nei panni di un'attrice che ha interpretato molti suoi film nel passato e che dovrebbe essere la protagonista del suo ultimo. Ma la tv, ora e subito, potrebbe prevalere sul cinema.

Entrambi gli amici, musicista e cineasta, prenderanno delle decisioni che vanno in direzioni radicalmente opposte e rispondono alla domanda che Sorrentino ha rivolto al pubblico parlando del suo film in uno show televisivo qualche settimana fa: come ci si può porre rispetto al futuro quando il futuro non è un'aspettativa certa? 

Per il regista, c'è sempre un futuro ed è sempre una grande occasione di libertà. Resta da capire quale sia il prezzo di questa libertà e il film ci dà la sua idea su questo. 

Il film, nelle sale italiane da oggi, è una coproduzione Italia-Francia-Regno Unito-Svizzera: Indigo Film in collaborazione con Medusa Film per l'Italia; Barbary Films e Pathé per la Francia; Number 9 Films per il Regno Unito; C-Films per la Svizzera.

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