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Dio esiste e vive a Bruxelles e Alleluia grandi vincitori ai Magritte

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- Sabato sera si sono svolti i Magritte del cinema belga (o meglio, francofono), dove i film di Jaco Van Dormael e Fabrice du Welz si sono spartiti buona parte dei premi in lizza

Dio esiste e vive a Bruxelles e Alleluia grandi vincitori ai Magritte
Jaco Van Dormael, con i suoi Magritte sabato scorso (©MdC2016)

Consegnati dall’Accademia André Delvaux, i Magritte premiano i migliori film belgi dell’anno.  Sebbene non si concentrino propriamente su opere in lingua francese, è questa la tipologia alla quale si interessano. Soltanto le categorie di miglior attore e miglior attrice sono aperte senza distinzioni agli interpreti di entrambe le lingue. E quest’anno, a sorpresa, sono proprio due attori fiamminghi ad aver vinto il premio: Wim Willaert per Je suis mort mais j’ai des amis [+leggi anche:
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e Veerle Baetens per Un début prometteur [+leggi anche:
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. Entrambi hanno fatto delle belle performance, ma alcuni sono rimasti stupiti di non vedere sul podio attori francofoni come Bouli Lanners o Jérémie Rénier, eccellenti in Tous les chats sont gris [+leggi anche:
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e Ni le ciel, ni la terre [+leggi anche:
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o ancora la rara Annie Cordy, stupefacente in Les Souvenirs [+leggi anche:
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.

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Passata questa sorpresa, il resto dei premiati è più prevedibile. Il “veterano” Jaco Van Dormael ha visto il suo trionfo di pubblico confermato dai professionisti, aggiudicandosi il titolo di miglior film, miglior regista e migliore sceneggiatura (ha vinto anche quello alla miglior musica originale) per Dio esiste e vive e Bruxelles [+leggi anche:
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, mentre Alleluia [+leggi anche:
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, la ballata sanguinolenta di Fabrice du Welz, si è aggiudicata i principali premi tecnici, sottolineando il suo forte impatto estetico (miglior montaggio, miglior suono, miglior fotografia, migliore scenografia).

Torniamo agli attori: Laurent Capelluto si è distinto nella categoria migliore attore non protagonista in L’Enquête [+leggi anche:
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e Anne Coesens per il suo ruolo in Tous les chats sont gris. Per quanto riguarda le migliori promesse, due attori hanno vinto il premio: Lucie Debay per Melody [+leggi anche:
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e Benjamin Ramon per Etre [+leggi anche:
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Infine, si noti che il Magritte alla migliore opera prima è stato conferito a Tous les chats sont gris di Savina Dellicour, quello al miglior film fiammingo a  Les Ardennes [+leggi anche:
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di Robin Pront, prodotto da Savage Film, mentre il Magritte alla migliore coproduzione è stato attribuito a La famiglia Bélier [+leggi anche:
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di Eric Lartigau, coprodotto da Nexus Factory.

I vincitori

Miglior film
Dio esiste e vive a Bruxelles [+leggi anche:
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- Jaco Van Dormael

Miglior regista
Jaco Van Dormael - Dio esiste e vive a Bruxelles

Migliore opera prima
Tous les chats sont gris [+leggi anche:
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- Savina Dellicour 

Miglior film fiammingo
Les Ardennes [+leggi anche:
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 - Robin Pront

Miglior film straniero in coproduzione
La famiglia Bélier [+leggi anche:
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- Eric Lartigau

Migliore sceneggiatura originale o adattamento
Dio esiste e vive a Bruxelles - Thomas Gunzig, Jaco Van Dormael 

Migliore attrice
Veerle Baetens - Un début prometteur [+leggi anche:
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Miglior attore
Wim Willaert - Je suis mort mais j’ai des amis [+leggi anche:
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Migliore attrice non protagonista
Anne Coesens - Tous les chats sont gris

Migliore attore non protagonista
Laurent Capelluto - L’Enquête [+leggi anche:
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Migliore promessa femminile
Lucie Debay - Melody [+leggi anche:
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Migliore promessa maschile
Benjamin Ramon - Etre [+leggi anche:
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Migliore fotografia
Manu Dacosse - Alleluia [+leggi anche:
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Miglior suono
Emmanuel de Boissieu, Frédéric Meert, Ludovic Van Pachterbeke - Alleluia

Migliore scenografia
Emmanuel de Meulemeester - Alleluia

Migliori costumi
Pascaline Chavanne - La dame dans l'auto avec des lunettes et un fusil [+leggi anche:
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Migliore musica originale
An Pierlé - Dio esiste e vive a Bruxelles

Miglior montaggio
Anne-Laure Guégan - Alleluia

Miglior cortometraggio di finzione
L'ours noir - Méryl Fortunat-Rossi & Xavier Seron

Miglior cortometraggio d’animazione
Dernière porte au sud - Sacha Feiner

Miglior documentario
L'Homme qui répare les femmes [+leggi anche:
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- Thierry Michel

(Tradotto dal francese)

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