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The Burglar: che cosa si prova a essere una ragazza

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- Il secondo lungometraggio di Hagar Ben-Asher ha per protagonista l’esordiente Lihi Kornowski nei panni di un’adolescente cleptomane dall’anima felina

The Burglar: che cosa si prova a essere una ragazza

Dopo aver fatto un debutto sensazionale nel 2011 a Cannes con The Slut [+leggi anche:
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, la regista israeliana Hagar Ben-Asher è tornata con The Burglar. Ambientato in un villaggio israeliano vicino al Mar Morto, il film è, come The Slut, guidato da un personaggio femminile, questa volta una ragazza adolescente di nome Yaeli (Lihi Kornowski).

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La madre di Yaeli improvvisamente scompare senza lasciare un messaggio, lasciandola sola senza alcun mezzo per pagare l'affitto, nonostante i suoi due lavori – uno al resort locale, un altro in uno zoo vicino. Come se una madre scomparsa e due lavori non bastassero, la sua casa viene pure svaligiata. Tutti questi eventi sono troppo per lei, e spingono Yaeli a cambiare inaspettatamente il suo comportamento e a scatenare il suo lato selvaggio, diventando lei stessa una ladra.

Yaeli, che non è la classica cleptomane ma una ragazza un po’ disturbata, ruba soprattutto oggetti personali, come ad esempio l’apparecchio acustico del suo vicino di casa o un rossetto, che poi si mette per sembrare più grande e sedurre un geologo tedesco arrivato da poco in città. Sentendosi privata di una vita propria dopo la partenza di sua madre, Yaeli sembra determinata a viverne una immaginaria fatta di oggetti e cose strappate dalle vite di altre persone.

Intenso ritratto psicologico in cui le azioni sono più importanti dei dialoghi, The Burglar combina un approccio intimo e realistico con una dimensione simbolica e onirica, che si esplica nelle scene in cui vediamo Yaeli subire la fascinazione di un ghepardo ospite dello zoo locale.

Se il cavallo di The Slut simboleggiava tutta la tensione sessuale che il film conteneva, in The Burglar il ghepardo sembra essere lì per ispirare Yaeli a connettersi con il suo lato selvaggio. Mano a mano che il suo comportamento diventa sempre più proattivo nel tentativo di sedurre il geologo tedesco – che inizialmente resiste, ma alla fine si arrende – vediamo aumentare anche il suo desiderio di violenza e di vendetta. Ma la sceneggiatura è abbastanza intelligente da lasciarci chiedere fino a che punto si spingerà per soddisfare quel desiderio, e ci lascia nel dubbio se gli atti più radicali di Yaeli siano davvero reali o, al contrario, un riflesso delle sue fantasie più pericolose.

In un momento in cui il femminismo è (ancora una volta) un tema caldo, Ben-Asher ha realizzato un film impegnato e senza concessioni, che abbraccia l’universo femminile in tutta la sua complessità, come ha fatto nel suo lavoro precedente. Scelta ideale per la protagonista, l’esordiente Kornowski offre una performance convincente e amorale nei panni di Yaeli. Prende il film sulle sue spalle, alternando momenti di perdita, di freddezza calcolata e di rabbia incontenibile, mostrando tutta la difficoltà di una ragazza che sta per diventare una donna.

Coprodotto dalla struttura di Lipsia e Berlino Rohfilm, con i francesi di Les Films du Poisson e gli israeliani di Cinema Group, il film partecipa all’Hivos Tiger Competition del 46° International Film Festival Rotterdam. La società tedesca The Match Factory gestisce le vendite internazionali.

(Tradotto dall'inglese)

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