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FESTIVAL Germania

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Il 18° goEast Film Festival esplora la diversità europea

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- Focalizzato sul cinema dell'Europa centrale e orientale in costante cambiamento, goEast si espande alla realtà virtuale, ospita professionisti emergenti e rende omaggio alla Primavera di Praga

Il 18° goEast Film Festival esplora la diversità europea
Mug di Małgorzata Szumowska

Il cinema in un’Europa che cambia sarà il fulcro tematico della 18a edizione di goEast – Festival del cinema dell'Europa centrale e orientale, che si svolgerà dal 18 al 24 aprile a Wiesbaden, in Germania. Con in apertura l’ultima fatica di Małgorzata Szumowska, Mug [+leggi anche:
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intervista: Małgorzata Szumowska
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(Polonia), che sarà proiettato fuori concorso ma molto importante per i suoi temi attuali, goEast intende esplorare “la diversità artistica, il coraggio e l’originalità del cinema della regione”, come afferma la nuova direttrice del festival, Heleen Gerritsen.

Sedici film – dieci di finzione e sei documentari – concorrono per il Golden Lily di €10.000 nella Competizione goEast, e la giuria è guidata dalla filmmaker ungherese Ildikó Enyedi. La leggenda ungherese Márta Meszaros porterà il suo ultimo dramma storico familiare, Aurora Borealis: Northern Lights [+leggi anche:
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(Ungheria), che ripercorre l'epoca dell'occupazione sovietica dopo la Seconda guerra mondiale. Nel frattempo, il regista polacco Andrzej Jakimowski crea un dramma sociale basato sulle recenti marce di Varsavia in Once Upon a Time in November [+leggi anche:
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intervista: Andrzej Jakimowski
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(Polonia). Sempre ispirato a una storia vera, Hanna Slak partecipa con il biopic The Miner [+leggi anche:
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intervista: Hanna Slak
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(Slovenia/Germania), che esplora la scoperta di un massacro avvenuto 60 anni fa. La tragicommedia Ice Mother [+leggi anche:
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di Bohdan Sláma (Repubblica Ceca/Slovacchia/Francia) si concentra su una vedova che scopre i piaceri del nuoto invernale, mentre November [+leggi anche:
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di Rainer Sarnet, ambientato in un villaggio pagano estone del XIX secolo, è una cupa fiaba in bianco e nero. L'affermato autore Rustam Khamdamov spinge la sua narrazione surreale anche oltre nel suo nuovo racconto popolare ispirato a Rashomon, The Bottomless Bag (Russia), anch'esso girato in bianco e nero. Infine, Sveta (Kazakistan) di Zhanna Issabayeva è un thriller insolito che ritrae una donna russa sorda nel Kazakistan di oggi.

Tre debuttanti partecipano inoltre alla competizione di goEast, ovvero il ben accolto dramma romantico sociale LGBTQ The Marriage [+leggi anche:
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intervista: Blerta Zeqiri
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(Kosovo/Albania) di Blerta Zeqiri, l'arguta commedia nera post-sovietica Miracle [+leggi anche:
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intervista: Eglė Vertelytė
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(Lituania/Bulgaria/Polonia) di Eglė Vertelytė e il sottile dramma generazionale ambientato nella Kiev post-rivoluzionaria, Falling [+leggi anche:
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intervista: Marina Stepanska
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(Ucraina) di Marina Stepanska. Per quanto riguarda i documentari, la selezione include The Dead Nation [+leggi anche:
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(Romania), prima incursione nel documentario dell’affermato regista Radu Jude, sull'antisemitismo prima e dopo la Seconda guerra mondiale; il vincitore dell’IDFA The Other Side of Everything [+leggi anche:
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(Serbia/Francia/Qatar) di Mila Turajlić, un ritratto sovversivo dell'eredità della guerra civile serba; e A Woman Captured [+leggi anche:
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(Ungheria/Germania) di Bernadett Tuza-Ritter, che tocca la questione delle persone detenute come schiave nelle famiglie europee. Mindaugas Survila crea un documentario selvaggio e poetico privo di qualsiasi narrazione in The Ancient Woods [+leggi anche:
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(Lituania/Estonia/Germania), mentre Levan Gabriadze rende omaggio a suo padre, Revaz "Rezo" Gabriadze – che ha avuto un'enorme influenza culturale ed è anche noto per aver scritto il film di fantascienza cult Kin-dza-dza! – in Rezo (Russia). Infine, il satirico Our New President (Russia/USA) di Maxim Pozdorovkin (Pussy Riot: A Punk Prayer [+leggi anche:
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) descrive la campagna presidenziale statunitense da una prospettiva russa.

Da un altro lato, le attività industry parallele di goEast si concentreranno sul futuro del cinema. L'East-West Talent Lab ha invitato 14 progetti di giovani registi che saranno presentati durante una sessione di pitching. L'Open Frame Award si reinventa concentrandosi per la prima volta sulla realtà virtuale, e otto esperienze sperimentali provenienti dall'Europa centrale e orientale sono in lizza. L'innovativo progetto di sviluppo di talenti OPPOSE OTHERING!, giunto alla sua terza edizione, pone l'enfasi sul cinema etico e sull'inclusione delle minoranze nel settore audiovisivo. Infine, il goEast Symposium, sempre ben curato, esaminerà il cinema baltico e parteciperà alle celebrazioni per il centenario dell'indipendenza estone, lituana e lettone, con il titolo "Identità ibride". Inoltre, a 50 anni dalla Primavera di Praga, goEast dedica un omaggio agli eventi che hanno cambiato la storia e il cinema cecoslovacchi per sempre.

(Tradotto dall'inglese)

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